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Il dito nella piaga.
Settimana contro l’ictus: anche le droghe sotto accusa per gli infarti “precoci”.
In Italia sono circa 900.000 le persone colpite da ictus cerebrale e a queste, ogni anno, se ne aggiungono altre 200.000. Di queste 70.000 muoiono entro il primo anno, altre 50.000 restano con un’invalidità grave, perdendo la capacità di essere autosufficienti.
Da sfatare la convinzione che l’ictus sia la malattia dell’anziano: sono 10.400 le persone colpite prima dei 55 anni, di queste 4.200 hanno addirittura meno di 45 anni.
Alla base dell’ictus giovanile, secondo gli esperti, ci sono soprattutto cause genetiche o la dissecazione delle arterie carotidee e vertebrali causata da traumi ripetuti al collo.
Ma Danilo Toni, presidente dell’Associazione italiana Ictus, punta il dito anche sull’abuso delle cosiddette droghe del sabato sera: cocaina, anfetamine ed ecstasy, che possono provocare spasmi alle arterie o addirittura causarne la rottura generando delle emorragie.
Oltre alle droghe, altri fattori che possono predisporre all’ictus sono il fumo di sigaretta, l’obesità , la sedentarietà , l’errata alimentazione, l’ipertensione arteriosa, le alterazioni dei grassi nel sangue e il diabete, che possono manifestarsi fin dall’età giovanile.
Nonostante questo, se ne parla molto poco: per questo Alice Onlus Italia promuove la Settimana contro l’ictus, dal 13 al 18 maggio, e la IX Giornata nazionale di lotta all’ictus cerebrale domenica 18 maggio.
Da domani si potranno effettuare visite gratuite nei principali ospedali italiani con screening del rischio ictus, controllo della pressione arteriosa e calcolo del rischio cerebrovascolare. Per conoscere gli ospedali che aderiscono all’iniziativa è possibile consultare il sito aliceictus.it.
Nelle piazze di molte città , inoltre, saranno allestiti stand dove medici e volontari daranno consigli su prevenzione, riconoscimento precoce dei sintomi e indicazioni su come comportarsi in caso di emergenza.
Tratto da: www.scienzaesalute.blogosfere.it
Tags: arterie, cocaina, droghe, ecstasy, emergenza, ictus, ipertensione
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Medico chiede 2 milioni di danni allo Stato: «Gli italiani sono incivili»…

CAPACCIO-PAESTUM (SALERNO) - «Gli italiani sono incivili»: con questa motivazione un medico ha avviato una singolare iniziativa giudiziaria, chiedendo i danni allo Stato per «rifarsi una vita». Vincenzo Barlotti, medico chirurgo di Capaccio Scalo in servizio nell’ospedale «San Luca» di Vallo della Lucania, ha depositato un esposto alla procura della Repubblica di Salerno nel quale si chiede al comune di Capaccio, alla Regione Campania e allo Stato Italiano un risarcimento di 2 milioni di euro «per l’alta sofferenza, il disordine e il degrado in cui sono costretto a vivere».
LA MOTIVAZIONE - Il risarcimento milionario, spiega ancora il medico 56enne nell’esposto, dovrebbe servire per «iniziare una nuova vita per me e i miei familiari in un altro paese dove vige un modo di vita consono alla mia visione della società ». «Il senso civico del nostro paese è ormai ai minimi storici - afferma Barlotti - l’esposto è una provocazione, ma fino a un certo punto. I fatti degli ultimi tempi, dall’emergenza rifiuti a tutto il resto, sono solo il sintomo di un malcostume diffuso che non può essere più tollerato. Nel nostro paese esiste una atavica maleducazione, favorita da tolleranza e permissivismo, se non proprio malafede. Spero con tutto il cuore che le cose possano cambiare, ma sono sempre pessimista».
Tratto da: www.corriere.it
Tags: emergenza, medico chirurgo, paestum, procura della repubblica, risarcimento, san luca
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Per cortesia, sulle vite umane non si scherza…
Riesplode il falso appello per sangue contro leucemia
Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “giampaolo” e “lucia.maz****”.
A giudicare dall’ondata di segnalazioni che ho ricevuto, ieri ha ripreso a circolare vorticosamente il falso appello che chiede di donare sangue del gruppo B+ in favore di un bambino di 17 mesi colpito da leucemia fulminante.
Ne ho già parlato qui, qui e qui, ma è opportuno riassumere la situazione e citare i nomi indicati nelle molte varianti, in modo che chi saggiamente fa una ricerca su Internet prima di inoltrare l’appello possa trovare la smentita, fornita direttamente dall’ospedale inizialmente coinvolto, l’Ospedale Meyer di Firenze.
Tutto inizia a marzo 2007, quindi quasi un anno fa, con un appello che parla di “un bimbo di 17 mesi che necessita di sangue del gruppo B positivo a causa di una forma di leucemia fulminante. Telefonare al Mayer (055/*****) per R******* C*********”. Ho rimosso il numero di telefono per evitare abusi e il nome del bambino in ossequio alle norme sulle notizie riguardanti minori.
Il bambino esiste realmente, ma l’ospedale Meyer dice di non aver inviato o approvato l’appello, smentisce che vi sia emergenza sangue e chiede di essere lasciato in pace, perché l’appello sta intasando i centralini.
Inutile: la catena di Sant’Antonio prosegue inesorabile, inanellando più mutazioni di Alien. Complice il passaparola, cambia l’ospedale coinvolto, cambia il nome del bambino e cambia anche il numero di telefono citato. Mutazioni particolarmente ironiche, visto che avvengono in trasmissioni digitali (SMS, mail) che in teoria dovrebbero preservare intatti i dati.
Ecco un elenco delle varianti che ho incontrato fin qui. In questo caso la pubblicazione dei nomi e dei numero di telefono è necessaria per consentirne la ricerca su Internet e quindi (si spera) arginarne la diffusione del tutto inutile, salvo che per gli operatori telefonici, che incassano ogni volta che questo appello viene inoltrato via SMS.
Ospedali citati: Meyer, Mayer, clinica eporediese, Salesi, Gaslini, ospedale di Legnago.
Nomi citati (nessuno di questi, a quanto mi risulta, è il nome vero del bambino): Riccardo Capriccioli, Dott. Veroni Riccardo, Dott. Veroni Riccardo Capriccioli, Riccardo Capricciosi, Riccardo Capriccioli di Sarteano, Riccardo Gramiccioli, Ricardo Capricchioli, Signor Riccardo Capriccioli.
Numeri di telefono citati: 035-556625, 0125645611, 328.2694447.
Tratto da: www.disinformatico.it
PRIMA DI FARE AZIONI DA LIBRO CUORE PER FAVORE ACCERTATEVI SEMPRE CHE LA FONTE SIA REALE,
Grazie Ivan S.
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