IvanSantoro.net
Il dito nella piaga.
Ciao Gianfranco…
Un saluto ad un personaggio scomodo…
…Se n’è andato in mattinata del 12/07, in punta di piedi: senza far confusione e creare troppi problemi. Gianfranco Funari, cabarettista e showman televisivo, è morto sabato mattina nell’ospedale San Raffaele di Milano, dove era ricoverato da 5 mesi per gravissimi problemi cardiaci e polmonari. Aveva 76 anni.
LA STORIA - Fu Aboccaperta, la trasmissione del 1984 su su Raidue, a dargli la grande popolarità. Nato a Roma nel 1932, aveva debuttato nel 1967 al Derby di Milano; è del 1980 la sua prima apparizione come conduttore televisivo, con il programma Torti in faccia, di cui era anche autore. Verranno poi, in un crescendo di popolarità che ne fa uno degli animali da tv più apprezzati e controversi, Mezzogiorno sempre su Raidue (1987-90) e, poi con Mediaset, Mezzogiorno italiano su Italia 1 (1991).
LA POLEMICA CON BERLUSCONI - Allontanato dal gruppo Fininvest per una polemica con Berlusconi, escogitò una soluzione inedita: la trasmissione Zonafranca, che andava in onda su 75 emittenti locali. Nel 1993-94 tornò a Retequattro per presentare Funari news, Punto di svolta e L’originale.
L’EDICOLA - Dopo una breve e sfortunata parentesi come direttore del quotidiano L’Indipendente e il fallimento delle trattative con Rai e network privati, si ritirò su Odeon Tv per presentare L’edicola di Funari e Funari live. Nel ‘96 tornò a Raidue come conduttore del contrastato Napoli Capitale. Con la chiusura del talk show politico, Funari iniziò un lungo periodo di lontananza dal piccolo schermo fino al 2000, quando gli viene affidata su Canale 5 A tu per tu. Non ha molto successo e torna su Antenna 3 e Odeon tv. Nel 2005 subisce un delicato intervento al cuore, ma non demorde. Tenta nuove trasmissioni, ma non decollano e fa l’ospite fisso da Mentana, Bonolis e Chiambretti dove dimostra, nonostante il tempo passato, di essere sempre l’autore di una comunicativa che non passa attraverso l’eloquio ma la mimica corporea. Nel 2007 l’ultima avventura tv, l’Apocalipse Show sui temi ambientalisti: avrebbe dovuto rivoluzionare il sabato sera di Raiuno e invece si rivelò un grande flop.
Tratto da: www.corrieredellasera.it
Tags: funari
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Tremonti: ecco come aiuterà i più deboli con il piano sulla Sanità

Ticket sanitari anche a carico delle categorie ora esenti: anziani con patologie invalidanti, malati oncologici, a prescindere dal reddito. Riduzione dei posti letto ospedalieri, oggi il rapporto ottimale è di 4,5 per mille residenti. Taglio del personale sanitario, medici, infermieri e tecnici, per raggiungere il pareggio del bilancio. La voce sanità, nel maxiemendamento al decreto della manovra economica presentato dal governo, ha mandato su tutte le furie i governatori delle Regioni. Anche il lombardo Roberto Formigoni ha lanciato un messaggio di fuoco a Berlusconi e Tremonti: “I tagli, in particolare sulla sanità, sono insostenibili, abbiamo chiesto un incontro urgente al governo, perché ci hanno assicurato che non procederanno a decisioni unilaterali. Vedremo cosa succederà”.
Perché le Regioni si sono schierate compatte contro il piano Tremonti? Il Patto per la Salute firmato con il governo Prodi, proposto dall’allora ministro Livia Turco e dal responsabile dell’Economia Padoa-Schioppa, prevedeva un incremento del Fondo sanitario nazionale del 3% dal 2008 al 2011, passando da 99 miliardi euro a 108 miliardi e 500 milioni. L’accordo prevedeva somme aggiuntive per il rinnovo del contratto dei medici e paramedici e per la copertura dei ticket sulle ricette per la specialistica e gli esami diagnostici. Più di tre miliardi di euro per evitare i ticket e 1.800 per i contratti.
Il piano prevede ora una manovra soft per il 2008. Ma dal 2009 cominceranno i guai. L’incremento del Fondo sanitario nazionale viene in pratica dimezzato, niente soldi per il rinnovo dei contratti della sanità, e i ticket per le visite specialistiche saranno problemi esclusivi delle Regioni. Il tutto senza tenere conto dell’incremento demografico: più di 400 mila ogni anno dovuto all’arrivo degli immigrati. Alla fine della storia il taglio sarà di quasi sette miliardi di euro. La sanità italiana, oltretutto, marcia a diverse velocità.
Alcune Regioni hanno lavorato per tempo razionalizzando il sistema ospedaliero, trasferendo l’assistenza nel territorio, ma ci sono voluti anni per spiegare ai cittadini, non senza frizioni e contestazioni che sarebbe stato meglio così. “La Toscana ha iniziato questo lavoro una decina d’anni fa - afferma l’assessore alla Sanità Enrico Rossi, coordinatore nazionale della Conferenza delle Regioni - è stato faticoso ma siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi. Con questa manovra demenziale, se passerà, dovremo rivedere la convenzione con i medici di famiglia, o ridurre la prevenzione oncologica, oppure l’assistenza psichiatrica. L’offerta di Tremonti, per coprire il ticket sulla specialistica, è ridicola: ci dice noi vi diamo quest’anno 50 milioni di euro su 834, voi coprite il resto tagliando del 30% gli stipendi dei direttori generali delle Asl, direttori sanitari e dirigenti regionali. Così le Regioni metterebbero insieme una decina di milioni di euro”.
Come se non bastasse c’è il problema delle Regioni che hanno accumulato un deficit mostruoso nel corso degli anni. Con il governo Prodi era stato concordato un doloroso piano di rientro. In testa Lazio e Sicilia, seguite da Campania, Calabria e Molise. Per loro il problema è doppio: tagliare per rientrare dal debito pregresso e tagliare di nuovo per il ridimensionamento del Fondo sanitario. Massimo Russo, assessore alla Sanità della Sicilia, non ha perso le speranze: “È chiaro che il sistema rischia il collasso, ma spero che i conti possano tornare in equilibrio, tagliando 2 mila posti letto negli ospedali pubblici e 435 nelle cliniche private - afferma - riducendo i laboratori privati convenzionati”.
Tratto da:www.pibua.net www.repubblica.it
Tags: salute, sanità, tagli, ticket
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