Monnezzopoli.
Domenica, Marzo 23, 2008 7:36
Esiste una relazione statisticamente rilevante tra la presenza di discariche abusive a Caserta e i tassi di mortalità ? E’ anche a questo interrogativo che risponde uno studio che sarà presentato in anteprima dalla rivista on line “Il seme sotto la neve, edita dalla Fondazione don Luigi Di Liegro, nel numero che sarà visibile della testata (www.ilsemesottolaneve.org). Autrici dello studio sono Graziella Caselli - uno dei maggiori esperti mondiali in materia, professore ordinario di Demografia alla Sapienza di Roma, presidente onorario della European Association for Population Studies e componente del consiglio scientifico dell’Unione Internazionale per lo Studio Scientifico della Popolazione ” e di Rosa Maria Lipsi, ricercatrice presso la stessa università .
Nello studio vengono esaminati i tassi di mortalità di tutti i comuni della Campania nel periodo 1982-2001, permettendo così di fare alcune importanti considerazioni sulla situazione nelle province di Napoli e Caserta, e in particolare nelle zone più colpite dal fenomeno delle discariche abusive: Da anni - si legge nell”articolo intitolato ‘Rifiuti, il futuro è compromesso´ - la pratica della disseminazione di discariche abusive sul territorio si accompagna a forme illegali di smaltimento e incenerimento di rifiuti che producono un crescente inquinamento ambientale, certamente dannoso per la salute degli abitanti di quelle aree geografiche. L´area maggiormente colpita dal fenomeno raccoglie alcuni comuni sud-orientali della provincia di Caserta e alcuni comuni limitrofi dell´area settentrionale della provincia di Napoli. Lo studio ha identificato, dapprima, l´area con i più alti livelli di mortalità totale, e in seguito, per alcune patologie tumorali, ha effettuato un´analisi della correlazione esistente tra la mortalità per causa e il rischio ambientale da rifiuti.
Relativamente alle due province, le autrici segnalano che già negli anni Settanta si registra un´attesa di vita inferiore a quella nazionale. Gli uomini che risiedono nella provincia di Napoli hanno un´attesa di vita inferiore di due anni alla media nazionale ” nel 2001 come agli inizi degli anni Ottanta; a Caserta, invece, nel medesimo periodo, la situazione è decisamente peggiorata, passando da un´attesa di vita per gli uomini inferiore di un anno a due anni. Lo studio precisa che la più elevata mortalità si registra nelle età superiori ai 30 anni, cioè dopo un certo accumulo di rischio. è, dunque, proprio la provincia di Caserta che registra un balzo nel periodo in esame: Difatti, negli anni recenti nell´area più svantaggiata entrano a far parte alcuni comuni del sud della provincia di Caserta che prima ne erano esclusi e i loro valori di mortalità , come tutti quelli dell´area più penalizzata, sono statisticamente significativi. In alcuni di questi comuni sono localizzati i siti inquinati del ciclo dei rifiuti (tra questi Casal di Principe, San Tammaro, Villa Literno e Castel Volturno), altri sono loro confinanti.
Se l´analisi si sposta su alcuni particolari tipi di tumore, vediamo che “nel periodo in esame, a livello provinciale la mortalità complessiva è diminuita del 12% a Caserta e del 20% a Napoli, mentre quella prodotta dai tumori maligni ha subito un aumento rispettivamente del 29% e dell´8%. Tutto ciò si verifica quando per l´Italia la mortalità per queste cause diminuisce del 5% circa. Lo studio evidenzia anche un´analisi per tipo di tumore, che appare particolarmente significativa in una zona devastata da rifiuti tossici di ogni genere, che hanno inquinato tutto il ciclo alimentare ma anche la stessa aria, venendo bruciati a cielo aperto: Considerando alcune tra le principali localizzazioni tumorali, l´aumento più marcato nel ventennio in esame si riscontra per la mortalità per tumori del fegato (54% a livello regionale, 80% nella provincia di Caserta e 52% in quella di Napoli per i tipi primario e secondario insieme, mentre la mortalità per il solo primitivo è aumentata del 159% nella prima provincia), seguiti dal tumore del sistema linfatico (47% a Caserta, 27% a Napoli e 34% nella regione) e da quelli maligni della trachea, bronchi e polmoni (26% a Caserta e in lievissimo calo a Napoli -0,1%, contro una crescita regionale dell´8% e una diminuzione in Italia dell´8%). La mortalità per tumori delle vie respiratorie ha coinvolto nel suo rapido incremento i comuni meridionali della provincia di Caserta.
E ancora: L´analisi della mortalità per causa ha individuato anche comuni con eccessi di tumori epatici ed anche gastrici. Tali comuni sono principalmente ubicati nell´area sud-orientale della provincia di Caserta e nella confinante area settentrionale della provincia di Napoli, e sono solo in parte coincidenti con i comuni a più alta mortalità per tumori del respiratorio. Come già rilevato nel Rapporto della Protezione Civile (2007), c´è una sovrapposizione tra l´area a maggior rischio per queste patologie e quella maggiormente interessata dallo smaltimento illegale di rifiuti pericolosi e dalla diffusione della pratica della combustione incontrollata di rifiuti solidi urbani. Recentemente, ad esempio, è stato segnalato un incremento del rischio del carcinoma epatico in prossimità dei siti di discarica anche in altre parti del mondo. Inoltre, per gli uomini residenti nei comuni delle aree campane a maggior rischio è stato rilevato un incremento del rischio ambientale del 19-21% per la mortalità per tumori del fegato e dei dotti biliari, ed è stato segnalato anche un aumento delle malformazioni dell´apparato urogenitale.
Le autrici concludono cosଠil loro articolo: Se la tendenza all´aumento della mortalità per tumori legati a fattori di rischio ambientale dovesse continuare, molto presto potrebbe verificarsi un aumento nei livelli della mortalità complessiva, contrastando i guadagni prodotti dalla diminuzione della mortalità per altre cause, con conseguente arresto nei guadagni della sopravvivenza media delle popolazioni. Purtroppo, non vi sono ragioni per credere che ciò non accada, visto che la mortalità per queste cause è legata all´intensità e alla durata di esposizione ai fattori di rischio che la producono. Pertanto, anche in presenza di un immediato risanamento dei siti, immaginare che la mortalità degli adulti e degli anziani di domani sarà ancora pesantemente condizionata dall´esposizione ai fattori di rischio ambientali subita dai bambini ed dai giovani di oggi non è complicato. Insomma, il danno è fatto e non sarà sufficiente liberare le strade dai sacchetti della spazzatura.
Tratto da:Affari Italiani
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