
Definizione
E´ definita lesione da pressione una lesione tessutale, con evoluzione necrotica,che interessa la cute, gli strati sottocutanei, fino a raggiungere, nei casi piu´ gravi, la muscolatura e le ossa. Essa e´ la conseguenza diretta di una elevata e/o prolungata compressione, o di forze di taglio (o di stiramento),causanti uno stress meccanico ai tessuti e la strozzatura dei vasi sanguigni.
Eziopatogenesi
I principali fattori/cause responsabili dell´insorgenza delle lesioni da decubito si possono distinguere in INTRINSECI (o “del pazienteâ€) ed ESTRINSECI (o “esterni†al paziente).
FATTORI INTRINSECI
Alterato controllo vasomotorio
Riduzione della sensibilita´ cutanea
Atrofia delle masse muscolari
Flaccidita´ muscolare
Scadenti condizioni generali
Stato di iponutrizione
Infezioni batteriche
Disturbi psichici
FATTORI ESTRINSECI
Compressione cutanea prolungata
Sfregamento cutaneo
Condizioni igieniche del paziente
Piano d´appoggio non adeguato
Sedi delle lesioni
Le lesioni da decubito compaiono piu´ frequentemente sulla parte bassa del corpo, in particolare sul sacro (36-43%), sul grande trocantere (12-17%), sul tallone (11-12%),sulle tuberosita´ ischiatiche (5-15%) e sui malleoli laterali (6-7%).
Potenzialmente in tutti i punti di contatto con il piano d´appoggio si possono sviluppare lesioni da decubito.
Complicanze
Le complicanze piu´ frequenti di una lesione da decubito sono la sepsi e l´osteomielite.
Le conoscenze eziopatogenetiche della lesione da decubito ci impongono la pianificazione di due momenti fondamentali dell´assistenza infermieristica.
PIANIFICAZIONE
Prevenzione —– Trattamento
Prevenzione
- Identificazione dei pazienti a rischio mediante l´utilizzo di appositi indici (scale) di valutazione.
INDICE DI NORTON
- Mantenimento e miglioramento del grado di tolleranza del tessuto alla compressione con adeguata igiene, protezione e idratazione delle zone interessate.
- Protezione dagli effetti negativi provocati da forze meccaniche esterne avendo cura di favorire la mobilizzazione del paziente per quanto possibile. Eventuale ricorso ad ausili e presidi in grado di ridurre la compressione sulle zone a rischio.
- Compensazione di eventuale condizione di malnutrizione e/o di patologie di base.
Trattamento
Il trattamento delle lesioni da pressione deve procedere per gradi, partendo da una consapevole e precisa fase di VALUTAZIONE, per divenire poi strettamente “pratico†nelle fasi di DETERSIONE,†DEBRIDEMENTâ€e MEDICAZIONE.
Fondamentale e´ la rivalutazione periodica, programmata e documentata delle condizioni delle lesioni, per consentire di constatare i benefici terapeutico/assistenziale a distanza e consentire eventuali modifiche al piano di cura.
- VALUTAZIONE DELLA LESIONE:A-Stadiazione
I stadio-eritema fisso della cute intatta
II stadio-interessamento dell´epidermide e/o del derma
III stadio-interessamento di tutto lo spessore cutaneo con esclusione della fascia muscolare
IV stadio-interessamento di tutto lo spessore cutaneo con danno ai muscoli, ossa, capsule articolari e tendini
B – Sede
C – Caratteristiche cliniche (dimensioni,fondo della lesione, essudato,condizioni della cute perilesionale)
- DETERSIONE DELLA LESIONE:
A – Utilizzare soluzione salina o Ringer lattato
B – Utilizzare una pressione sufficiente per pulire la lesione senza causare traumi al letto della stessa
C – Se si utilizzano garze, imprimere una minima forza meccanica
D – Limitare al minimo indispensabile l´utilizzo di antisettici per la detersione delle lesioni
- DEBRIDEMENT : e´ la rimozione di tessuto devitalizzato da una ferita. Necessario in quanto:
A – Si rimuove un terreno favorente l´infezione
B – Si facilita la riparazione tessutale
C – Si migliora la possibilita´ di valutare le reali dimensioni della lesione
I metodi di debridement comprendono :
A – la tecnica chirurgica( eseguita da persona competente)
B – l´uso di enzimi proteolitici
C – la tecnica autolitica (idrogeli)
D – a tecnica biologica (larve)
- MEDICAZIONE
Concetto di provata validita´ scientifica e´ quello secondo il quale il mantenimento dell´ambiente umido ,fra lesione e interfaccia interna della medicazione, garantisce maggiori prospettive di guarigione.
I prodotti piu´comuni attualmente a nostra disposizione rispondenti a questo criterio sono:
A – Idrogeli
B – Poliuretano(spugna,placca,pellicola)
C – Idrocolloidi(placca,pellicola,pasta)
D – Alginati
Per promuovere “debridement†enzimatico si usano gli enzimi proteolitici(pomate,gel)
L´uso degli antisettici come MEDICAZIONE (iodopovidone) dovrebbe essere limitato nel tempo e preferibilmente nel periodo immediatamente successivo a “debridement†chirurgico.
Le MEDICAZIONI dovrebbero essere mantenute in sede il piu´ a lungo possibile, in base alle condizioni cliniche del paziente ed in accordo con le raccomandazioni del produttore:la rimozione frequente puo´ danneggiare il fondo della ferita.La MEDICAZIONE va rimossa/sostituita quando necessario, quando viene a mancare l´effetto barriera contro le contaminazioni esterne(medicazione satura, frammentata, asciutta).
TRATTAMENTO DELLE LESIONI AI DIVERSI STADI
TRATTAMENTO DELLE LESIONI AL I° STADIO
A – Mobilizzazione
B – Igiene
C – Detersione della lesione
D – Utilizzo di prodotti barriera(crema base,films in poliuretano)
TRATTAMENTO DELLE LESIONI AL II° STADIO
A – Mobilizzazione
B – Igiene
C – Detersione della lesione
D – Film trasparente in poliuretano o idrocolloide
TRATTAMENTO DELLE LESIONI AL III° STADIO
A – Mobilizzazione
B – Igiene
C – Debridement
D – Utilizzo di alginati o poliuretano in spugna se la lesione e´ cavitaria
E – Risolta la fase essudativa utilizzare idrocolloide in placca e/o pasta
TRATTAMENTO DELLE LESIONI AL IV° STADIO
- Identico al trattamento delle lesioni al III° stadio
Bibliografia:
A.H.C.P.R.-Linee Guida sulle lesioni da pressione
N.P.U.A.P.-E.P.U.A.P.-Linee Guida di prevenzione e terapia delle ulcere da pressione
A.i.S.Le.C.-documentazione relativa a prevenzione e terapia delle lesioni da pressione
Tratto da: www.infermierionline.net













