Arrestato finto professionista.

Venerdì, Luglio 20, 2007 6:27
Posted in category Generale

BUSTO ARSIZIO (VARESE) - Nei suo avviatissimi studi di fisioterapia narcotizzava i pazienti (solo e rigorosamente quelli maschi) con la scusa di dover compiere manovre dolorose. Poi ne abusava sessualmente. E nel frattempo li fotografava. Decine di persone sono rimaste vittima delle violenze di Roberto Benatti, cinquantatreenne sedicente fisioterapista, in realtà  senza lauree né diplomi. A chi, al risveglio, denunciava fastidiosi dolori, l’uomo spiegava che si trattava dell’effetto delle sue manipolazioni.
L’ARRESTO - Al falso fisioterapista è andata male quando un paziente dal sonno meno pesante si è accorto di tutto. Era il 14 giugno scorso, giorno dell’arresto di Benatti: il malcapitato paziente in quell’occasione si rese conto di quanto stava subendo e cominciò a gridare chiedendo aiuto ai familiari che lo aspettavano fuori dallo studio. I parenti, entrati nel locale, trovarono il fisioterapista con i pantaloni ancora abbassati, in atteggiamento inequivocabile.
LE INDAGINI - All’arresto sono seguite quattro settimane di indagini, durante le quali i Carabinieri di Gallarate, coordinati dal sostituto procuratore Loredana Giglio, hanno trovato un archivio di foto che documentano le violenze di Benatti. Il falso fisioterapista archiviava infatti le immagini delle sue vittime (non meno di 48 a partire dal 2003, sempre e soltanto di sesso maschile) nella relativa cartella medica, corredata di nome e cognome. «Quell’ archivio è una sorta di confessione» spiega ora il pm Loredana Giglio nella conferenza stampa in cui sono stati illustrati i risultati di oltre un mese d’indagini.
DIVERSI STUDI - Indagini grazie alle quali si è anche scoperto che Benatti non era nè medico nè fisioterapista diplomato (ha solo un diploma di perito tecnico), nonostante avesse un fiorente giro di clienti, e tra questi anche i tesserati di alcune società  calcistiche locali delle serie minori. Tanti clienti e diversi studi: a Gallarate, a Colle Santa Lucia (Belluno) e in provincia di Verbania. L’uomo, rinchiuso ora nel carcere di Busto Arsizio, è accusato, oltre che di violenza sessuale aggravata dall’uso di farmaci e dalla riduzione della capacità  d’intendere e di volere delle vittime, anche di esercizio abusivo della professione medica e truffa. Ma potrebbe non essere tutto qui. S’indaga anche sulla provenienza dei farmaci usati dal finto professionista per stordire i pazienti, ai quali peraltro non veniva mai rilasciata alcuna fattura, nonostante per una seduta si potesse arrivare a pagare fino a 250 euro.

Tratto da: www.corriere.it

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