Laserterapia:ulcere e piaghe da decubito.
Martedì, Maggio 15, 2007 18:30
E´ stato ormai accertato che le cellule sottoposte ad irraggiamento, con
energia laser di diverse lunghezze d´onda, accrescono il proprio grado di
assorbimento di ossigeno. In particolare si ha attivazione per due zone
dello spettro: una compresa tra 900 e 950 nanometri e l´altra tra i 600 e i
650 nanometri. Si è visto che una qualunque luce come quella emessa da
una lampada non attiva il meccanismo di richiesta di ossigeno ed inoltre se
mandiamo due o più segnali, da due sorgenti contemporaneamente e di
densità  simile, il processo di accrescimento non si verifica. Dal punto di
vista fisico ricordiamo che il raggio laser, attraversando le strutture
biologiche, interagisce mediante tre fenomeni: assorbimento, dispersione e
riflessione. La cellula si presenta come un sistema semitrasparente che
trattiene una certa quantità  di energia (10/15 micro-W/cm2), e cede
l´eccedenza, parte per riflessione e parte per attraversamento verso gli strati
sottostanti. Attraverso la cute, anche se il raggio è parallelo, all´aumentare
della profondità  per effetto della dispersione la sezione irradiata ha uno
sviluppo vagamente conico, reso irregolare dalla struttura attraversata.
Determinati meccanismi fisiologici dei tessuti subiscono alcune variazioni
in base al numero degli impulsi al secondo, dell´intensità  degli impulsi e
dalla durata del trattamento.
Pertanto si avrà  :
- Accelerazione dei processi fisiologici;
- Aumento della mitosi;
- Stimolazione locale della microcircolazione;
- Aumento del drenaggio del liquido interstiziale;
- Azione biostimolante sul tessuto sede della flogosi mediata dai
seguenti fattori:
a) Stimolazione dei processi riparativi mediati dai macrofagi.
b) Azione diretta sulle bradichinine tessutali.
c) Azione di smaltimento delle plasmachine determinate dal forte stimolo
emodinamico distrettuale.
Ad una frequenza minore (qualche centinaio di impulsi al secondo), si ha
un´elevazione della soglia di percezione del dolore, attraverso meccanismi
non ancora completamente chiariti.
Si suppone che avvenga una trasformazione dell´energia ceduta in energia
chimica, con produzione di ATP, modificazione dei potenziali energetici e
polarizzazione delle membrane cellulari. E´ dimostrato il fatto che nei
mitocondri delle cellule vegetali e animali, l´energia sotto forma di ATP è
generata in seguito ad un trasporto elettrico, dovuto ad un gradiente
elettrochimico, tra una serie di donatori e accettori di elettroni (chiamati
citocromi), e che tale trasporto elettronico avviene attraverso una serie di
fotoreazioni. Alcuni studi hanno dimostrato che quando una cellula viene
esposta a stimolazione laser, a livello mitocondriale, avviene una
trasformazione di ADP in ATP. Vari dati sperimentali confermano gli
effetti della stimolazione laser: è stato, infatti, dimostrato che colture di
cellule umane irradiate con dosi elevate di raggi laser mostravano una
notevole riduzione della capacità  di assorbire l´uridina, costituente
fondamentale dell´acido ribonucleico, e che questa condizione di blocco
durava alcune ore, prima che le cellule potessero riprendere le loro normali
funzioni metaboliche. Al contrario, colture di cellule umane trattate con
radiazioni a bassa energia aumentavano notevolmente la capacità  di
assorbire l´uridina e di sintetizzare l´acido ribonucleico.
Si ritiene pertanto che l´azione del raggio laser a bassa densità  stimoli
l´attività  mitotica favorendo la sintesi del DNA e RNA, senza mutare le
caratteristiche genetiche ed istofunzionali delle cellule. Alla base
dell´azione biologica stanno le condizioni di trasformazione e trasmissione
dell´energia I.R. nella massa dei tessuti colpiti. Pertanto, l´effetto
termobiologico è in rapporto alla resistenza dei tessuti, ossia alla loro
composizione biochimica. Il sangue ed i muscoli offrono minime resistenze
mentre tessuto adiposo offre una grande resistenza.
Possiamo cosà ¬ sintetizzare i principali effetti biologici prodotti dalla
radiazione laser:
1) Aumento del flusso ematico per vasodilatazione capillare e arteriolare
(prevalentemente con sistemi a CO2) con conseguente azione
antiflogistica, antiedematosa, eutrofica e stimolante il metabolismo
cellulare;
2) Aumento dell’attività  del microcircolo, per aumentata richiesta di
ossigeno a livello cellulare (effetto Shunt);
3) Modificazione della pressione idrostatica intracapillare con
conseguente assorbimento dei liquidi interstiziali e quindi riduzione
degli edemi ed attivazione del ricambio tissutale;
4) Aumento della soglia di percezione delle terminazioni nervose
algotrope, con conseguente azione analgesica;
5) Stimolazione del ricambio elettrolitico del protoplasma cellulare, anche
qui con conseguente azione analgesica;
6) Stimolazione dei sistemi immunitari, con conseguente aumento della
produzione di anticorpi;
7) Azione antibatterica.
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Il raggio laser ha un vasto campo d´applicazione, che trova impiego come
biostimolante nei processi di rigenerazione tissutale, quali la
cicatrizzazione di ferite, ustioni, ulcere, piaghe, attecchimento di
autotrapianti, ricrescita di fibre nervose, con conseguente capacità  di
stimolare la mitosi cellulare e il flusso ematico. Inoltre, per l´azione
antiflogistica, antiedematosa, analgesica stimolante i processi metabolici ed
i sistemi immunitari, il laser viene utilizzato con successo in numerose
condizioni su base flogistica, degenerativa, dismetabolica e
neuroendocrinopatica.
Le controindicazioni alla biostimolazione laser sono:
- Disturbi vascolari acuti;
- Alterazioni a focolaio della circolazione encefalica e miocardica;
- Stati infettivi acuti.
Nel corso delle esperienze cliniche non sono state rivelate variazioni
patologiche dei valori ematologici della funzionalità  epatica o renale,
neanche dopo ripetute e prolungate esposizioni a biostimolazione laser.
Precauzioni:
- Evitare di rivolgere il raggio laser in sede oculare per non
determinare eventuali lesioni della retina;
- Evitare di indirizzare il raggio laser su superfici riflettenti;
- Evitare l´irraggiamento diretto della tiroide, salvo specifica indicazione.
Per maggiori informazioni contattare: info@kosbiomedica.it
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