
Uno degli elementi caratterizzanti del diabete è la possibilità , non solo per il medico ma anche per il paziente di verificare
in qualsiasi momento e in maniera molto semplice l’andamento della glicemia.
L’automonitoraggio o autocontrollo domiciliare della glicemia (come è a volte definito per non confonderlo con il più vasto
insieme di attività che costituisce l’autocontrollo del diabete) rappresenta uno dei pilastri della terapia.
L’automonitoraggio avviene pungendo la cute del polpastrello (o meglio dei cuscinetti a fianco delle unghie) delle dita, in
modo da far uscire una minuscola goccia di sangue che viene messa a contatto con la parte attiva di una ‘striscia’. Queste
strisce sono dei ‘laboratori chimici’ in miniatura, progettati in modo che il glucosio presente nel sangue attivi una reazione
chimica che viene ‘interpretata’ da uno strumento, il ‘glucometro’. L’intera operazione richiede circa un minuto, non è
dolorosa e può essere ripetuta più volte nella giornata a casa, nel posto di lavoro… ovunque.
Perché controllare la glicemia
L’Associazione Medici Diabetologi e la Società Italiana di Diabetologia hanno recentemente edito delle Raccomandazioni sull’uso
dell’autocontrollo domiciliare della glicemia. Queste ‘linee guida’ elencano i vantaggi dell’automonitoraggio dal punto di
vista del Medico e del Paziente: ecco alcune righe di interesse particolare:
L’AUTOCONTROLLO PERMETTE AL MEDICO DI:
* stabilire i livelli glicemici da raggiungere e mantenere (obiettivi terapeutici)
* fornire raccomandazioni per la terapia
* valutare l’efficacia della terapia impiegata e l’impatto delle abitudini alimentari sul compenso glicemico
* istruire il paziente a interpretare i valori glicemici e a intervenire per modificarli, sia in condizioni ordinarie che
in condizioni particolari (episodi acuti,malattie intercorrenti,assunzione di farmaci in grado di influenzare la glicemia)
* modificare il piano terapeutico in rapporto a variazioni dell’attività fisica o in rapporto a particolari esigenze
* identificare l’ipoglicemia “silente” e pianificare le strategie per il riconoscimento e l’intervento
L’AUTOCONTROLLO PERMETTE AL PAZIENTE DI :
* affrontare modificazioni dell’alimentazione e dell’attività fisica con appropriate variazioni della terapia
* identificare e trattare le urgenze (es. ipoglicemia)
* prevenire e/o controllare episodi di scompenso
* gestire efficacemente situazioni a rischio (es. malattie intercorrenti)
* correggere in tempo reale eventuali errori gestire la terapia con appropriatezza
Quante volte?
Quante volte al giorno o alla settimana deve essere effettuato l’autocontrollo? Queste Raccomandazioni entrano nello specifico
delle varie forme di Diabete.
Nelle persone affette da Diabete di tipo 1 “l’autocontrollo domiciliare della glicemia deve essere considerato INDISPENSABILE”,
scrivono le Linee guida (il maiuscolo è nell’originale) “La frequenza e l’orario delle verifiche domiciliari possono variare in
rapporto agli obiettivi del singolo paziente, ma per la maggior parte delle persone con diabete di tipo 1 sono necessarie, in
condizioni normali, almeno quattro glicemie al giorno”. Lo stesso vale, sottolinea il documento congiunto di SID e AMD, per le
persone con Diabete di tipo 2 in trattamento insulinico.
Per le persone con Diabete di tipo 2 trattate con ipoglicemizzanti orali, e in particolare con farmaci che stimolano la
secrezione insulinica, l’autocontrollo domiciliare della glicemia è “CONSIGLIABILE”, affermano le Raccomandazioni: “il numero
di controlli giornaliero è in genere più elevato all’inizio della terapia o in occasione delle variazioni terapeutiche e tende
a diminuire nel tempo con il raggiungimento del compenso desiderato e la stabilizzazione dei valori glicemici; è comunque
desiderabile che non sia inferiore a un profilo settimanale su quattro punti”.
L’autocontrollo domiciliare è ancora più indicato, e si consiglia di arrivare a due controlli giornalieri, per i pazienti con
diabete di tipo 2 particolarmente a rischio di ipoglicemia o in quelli con grave arteriopatia coronarica o cerebrale che
potrebbero avere conseguenze particolarmente gravi da una ipoglicemia.
E gli altri? “Il ruolo e l’efficacia dell’autocontrollo domiciliare della glicemia nelle persone con Diabete di tipo 2 trattate
solo con dieta e/o con farmaci insulino-sensibilizzanti non sono al momento conosciuti. Tuttavia, come principio generale,
anche in questi pazienti l’autocontrollo domiciliare della glicemia potrebbe permettere con più facilità il controllo in
momenti della giornata (ad esempio il periodo postprandiale) in cui il monitoraggio con la glicemia eseguita in laboratorio è
più difficile. Alla luce dell’importanza del periodo post-prandiale come fattore di rischio cardiovascolare anche negli stadi
precoci del diabete, l’autocontrollo domiciliare della glicemia potrebbe essere di grande aiuto per individuare i pazienti più
a rischio.” – scrivono le Linee Guida. Un controllo domiciliare è indicato anche nel Diabete Gestazionale.
Un ‘sistema’
Le Aziende produttrici di strumenti per il monitoraggio della glicemia si sono concentrate dapprima sull’affidabilità dei
risultati. Oggi è dimostrato che questi sono sovrapponibili ai risultati del laboratorio. L’obiettivo principale è stato quindi
raggiunto.
A quel punto, man mano che i grandi studi confermavano l’esistenza di un rapporto in molti casi diretto fra il numero di
determinazioni effettuate dal paziente e la qualità del compenso glicemico, le Case si sono poste l’obiettivo di rendere
l’operazione sempre più veloce, intuitiva, manualmente agevole e meno fastidiosa, venendo incontro anche alle esigenze di chi
deve controllare la glicemia in situazioni ‘difficili’.
Per rispondere a queste esigenze le Aziende produttrici sono intervenute praticamente su ogni aspetto. Oggi per controllare la
propria glicemia la persona con il diabete può far conto non su un apparecchio ma su un ‘sistema’ coordinato di elementi.
Pungidito
Il pungidito serve per ottenere la goccia di sangue per effettuare la misurazione della glicemia nella maniera più rapida,
precisa e indolore possibile. Generalmente si consiglia di pungere il polpastrello e precisamente i cuscinetti ai lati delle
unghie di anulare, indice e medio.
Lancetta
All’interno del pungidito va inserita una ‘lancetta’, che è realizzata con una lega particolare e progettata in modo da
penetrare facilmente nella cute.
Striscia
La ‘striscia’, poco più grande di un fiammifero, contiene nella sua parte reattiva un laboratorio chimico in miniatura. La
goccia di sangue ottenuta con il pungidito viene messa a contatto con l’area reattiva dove avviene una reazione chimica
proporzionale alla concentrazione di glucosio nel sangue.
Strumento
Il risultato della reazione chimica viene letto e trasformato in una concentrazione di glucosio nel sangue da un apparecchio
elettronico chiamato glucometro o lettore della glicemia.
Computer
Sempre più spesso il ‘sistema’ per la determinazione della glicemia si estende verso l’informatica. I dati memorizzati dai
glucometri possono essere trasferiti in vari modo a personal computer o palmari per essere rielaborati e se necessario
trasmessi via internet ai Medici.
Tratto da:Â www.accu-chek.it
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