La responsabilità  infermieristica per le lesioni da decubito

La prevenzione ed il trattamento delle lesioni cutanee, costituiscono un’area importante dell’assistenza infermieristica sia in ambito ospedaliero che domiciliare. La nuova normativa introduce indicatori per misurare l’efficacia delle strutture, il rispetto dei diritti dell’utente e la qualità  dell’organizzazione. Uno degli indicatori presenti fra i 79 del D.P.R. 14/1/97 si riferisce al numero di utenti con lesioni da pressione per valutare le qualità¬à  delle strutture e la qualità  dell’assistenza erogata.
L’utilizzo e la condivisione, da parte di tutti gli operatori sanitari, di linee guida per la prevenzione ed il trattamento delle lesioni da pressione conduce ad una riduzione dell’insorgenza di tale fenomeno, nonchè ad un miglioramento delle prestazioni assistenziali.
Gli obiettivi generali che hanno portato alla definizione delle linee guida di prevenzione e cura delle lesioni da decubito, sono:
- migliorare le prestazioni infermieristiche, attraverso l’adozione di un linguaggio comune e di una pratica standard;
- ridurre l’incidenza delle lesioni da pressione e la durata dell’ospedalizzazione e/o delle cure domiciliari;
- limitare i costi mediante l’utilizzo appropriato delle risorse materiali ed umane;
- utilizzare tale indicatore per valutare la qualità  dell’assistenza infermieristica.
Nella prima parte dell’elaborato vengono affrontati gli aspetti relativi alla prevenzione alla valutazione del rischio, alla classificazione/stadiazione delle lesioni.Con l’abrogazione del D.P.R. n. 225/’74, noto anche come mansionario degli infermieri professionali, e con l’introduzione del decreto legislativo n. 42/’99, disposizioni in materia di professioni sanitarie, le responsabilità  professionali ed infermieristiche hanno assunto maggior rilievo, modificando la figura, e quindi il ruolo, dell’infermiere. Infatti, con il mansionario egli poteva compiere attività  (mansioni) di cui rispondeva limitatamente alla corretta esecuzione e non al risultato finale del processo in cui la prestazione stessa era inserita. Oggi, il legislatore definisce nell’art. 1, comma 1, che l’infermiere è l’operatore sanitario responsabile dell’assistenza generale infermieristica.

La stesso legislatore, nel comma 2, dispone che l’assistenza infermieristica è di natura tecnica, relazionale ed educativa, le cui principali funzioni sono la prevenzione delle malattie, l’assistenza dei malati e dei disabili di tutte le età  e l’educazione sanitaria�; inoltre, individua in essa le principali fasi del processo, ovvero: l’infermiere identifica i bisogni di assistenza infermieristica della persona e della collettività  e formula i relativi obiettivi; pianifica, gestisce e valuta l’intervento assistenziale infermieristico.

Da ciò, naturalmente, si evince che l’infermiere non è solo responsabile delle prestazioni erogate, bensଠla sua responsabilità  si estende dall’identificazione dei bisogni che l’utente manifesta e non è in grado di soddisfare autonomamente, alla pianificazione e attuazione degli interventi infermieristici, nonché alla valutazione dei risultati ottenuti, e quindi verificare se effettivamente l’utente ha soddisfatto i propri bisogni.

LE FASI DEL PROCESSO DI ASSISTENZA INFERMIERISTICA

- identificazione dei bisogni;

- determinazione degli obiettivi;

- pianificazione e attuazione degli interventi;

- valutazione dei risultati.

Dopo aver premesso ciò, risulterà  evidente che un’inosservanza degli operatori sanitari, essendo suffragati da disposizioni legislative, potrà  essere perseguita in sede giudiziale.

In merito alla prevenzione e al trattamento delle lesioni cutanee dovute ad un prolungato allettamento, basti pensare alla sentenza n. 316/’04 del Tribunale di Roma, che ha condannato un’ ospedale e il primario del reparto ospedaliero, in solito tra loro, al risarcimento di € 89.777,92 per aver dimesso una paziente con piaga da decubito,(causa iniziata quando ancora esisteva il mansionario dell’infermiere, il giudice ha ritenuto opportuno condannare il direttore dell’unità  operativa, oggi con le attuali normative professionali “abrogazione del mansionario” l’infermiere veniva preso in causa per il risarcimento) che dopo 6 mesi è deceduta. Oggi con le vigenti normative gli operatori sanitari, nel nostro caso gli infermieri, hanno l’obbligo di attuare interventi assistenziali atti a prevenire l’insorgenza delle lesioni da decubito in soggetti potenzialmente a rischio di sviluppo, e ad attuare adeguatamente e tempestivamente un trattamento efficace delle lesioni già  esistenti, in quanto sviluppatesi al domicilio, in altre strutture ospedaliere, ecc.

Per prevenire l’insorgenza di tali lesioni, l’assistenza infermieristica deve essere incentrata sul:

- mantenimento di una cute integra e pulita;

- adeguata alimentazione ed idratazione;

- movimento;

- mantenimento di una buona funzione cardiocircolatoria.

- utilizzo di ausili atti ala prevenzione

Nel momento dell’accettazione in reparto, è buona norma dell’infermiere osservare attentamente la cute e le condizioni generali del paziente (età , stato nutrizionale, diabete, iperpiressia, sedazione farmacologia, obesità , cachessia, ecc); rilevare e misurare il rischio di sviluppo di lesioni e complicanze da prolungato allettamento (ad es., scala di Norton o Braden); attuare interventi infermieristici in base alle conoscenze acquisite dalle recenti evidenze scientifiche, come i cambiamenti di postura, adozione di ausili antidecubito, applicazione di adeguati prodotti sulle prominenze ossee,il tutto con l’aiuto delle varie figure di supporto all’infermiere, che devono collaborare.

Il bisogno di mobilizzazione è fondamentale nella prevenzione delle lesioni cutanee e non rientra solo nella competenza infermieristica. Anche il fisioterapista, come sancisce il D.M. n. 741/’94, svolge in via autonoma, o in collaborazione con altre figure sanitarie, gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della motricità , delle funzioni corticali superiori e di quelle viscerali conseguenti ad eventi patologici, a varia eziologia congenita o acquisita (art. 1, comma 1). Quindi, sia il fisioterapista che l’infermiere sono responsabili professionalmente della prevenzione dell’insorgenza di lesioni cutanee nei soggetti costretti ad un prolungato allettamento. Tuttavia, in tale responsabilità  vi rientra anche un’altra figura, quella del medico, in quanto le lesioni da decubito, oltre ad essere correlate a fattori quali macerazioni, pressioni, frizioni, ecc, possono dipendere anche da altri fattori legati alle condizioni generali del paziente e alla sua patologia. Infatti, il coinvolgimento della figura del medico nella tempestiva diagnosi è particolarmente utile nell’instaurazione dell’adeguato trattamento di problematiche come la malnutrizione, il diabete, l’anemia, ecc.

Al fine di garantire il miglior trattamento delle lesioni, il bagaglio delle conoscenze dell’infermiere è fondamentale. Dopo l’osservazione del paziente, egli valuta, �stadia� la lesione (I, II, III, IV stadio), ne misura il fondo e applica il protocollo di medicazione più idoneo al caso. La competenza infermieristica pone comunque un limite, nel senso che l’infermiere può intervenire fino al IV stadio della lesione, dopo di che interviene la competenza medica, ad esempio per eseguire un debridment chirurgico o per prescrivere una terapia antibiotica sistemica. Come abbiamo detto, l’inosservanza da parte degli operatori sanitari è punita dalla legge. Nella maggior parte dei casi, la colpa si ha per negligenza, imperizia e imprudenza. Si ha colpa professionale nell’ipotesi in cui il professionista non abbia operato secondo le regole e le prescrizioni tecniche previste per un determinato trattamento nell’interesse della persona (ad es., la mancata o errata applicazione di protocolli di medicazione, l’errata applicazione di piani di prevenzione). Tuttavia, non è sufficiente riscontrare la colpevolezza del professionista, occorre una sussistenza di legame eziologico tra la condotta illecita e l’evento lesivo verificatosi. Ad esempio, l’infermiere ha l’obbligo di prestare tutte le misure preventive e di trattamento nei confronti dell’utente, ma al fine di garantire che le lesioni non insorgono bisogna che si adottino delle misure all’avanguardia, con modernissimi ausili antidecubito, protocolli di mobilizzazione dell’utente, utilizzo di materiale per l’igiene, il tutto in collaborazione con figure di supporto all’Infermiere.(La letteratura scientifica ha ben documentato i casi clinici molto gravi di pazienti terminali con alterazione di tutte le condizioni fisiche, adottando ausili antidecubito di ultima generazione le lesioni da decubito non insorgono). Naturalmente, risulta indispensabile, specie in sede giudiziale, una documentazione accuratamente stilata contenente tutte le attività  prestate, per poter dimostrare di non aver omesso alcun intervento infermieristico e di aver attuato tutte le conoscenze scientifiche nell’erogazione dell’assistenza stessa, di aver adottato anche ausili, tecniche di cura all’avanguardia.(è utilissimo la cartella infermieristica, la scala di valutazione dei rischi di insorgenza del decubito, effettuata all’ingresso in Unità  Operativa, effettuata anche durante il ricovero, segnalare come veniva medicata la lesione, lo schema di trattamento, ultimissime linee guida internazionali parlano anche dell’importanza della documentazione fotografica della lesione, al fine di documentarne i risultati clinici alla dimissione del paziente, alla dimissione del paziente con lesione và  segnalata in cartella infermieristica, medica, con il corretto trattamento a domicilio, in caso di invalidità , oppure di richiesta di invalidità , è corretto eseguire da parte del medico dell’Unità  Operativa anche la prescrizione di ausili per la cura, prevenzione, da effettuarsi con la richiesta dei prodotti di nomenclatura, Medicazioni avanzate, Materassini antidecubito “dimettere un paziente con lesione da decubito insorta durante l’ospedalizzazione, non segnalarla nella cartella clinica medica, sul foglio di dimissione, non segare il trattamento topico da eseguire a domicilio, è una gravissima falsificazione di atti pubblici, gravemente sanzionata dalla legge). A tal proposito, la legge n. 229/’99 ha disposto l’obbligo da parte di tutti i professionisti di utilizzare, nell’esercizio della propria professione, tutte le conoscenze più aggiornate e gli strumenti, quali protocolli, linee guida, supportati da evidenze scientifiche. Inoltre, gli infermieri hanno l’obbligo di denunciare ai responsabili delle diverse funzioni la mancata disponibilità  di presidi antidecubito, medicazioni avanzate e tutto il materiale indispensabile alla prevenzione e alla cura delle lesioni cutanee. Le medicazioni avanzate sono prescrivibili dall’infermiere perchè sono prodotti di banco, non necessitano di prescrizione medica, in base alle condizioni cliniche della lesione l’infermiere può prescrivere le medicazioni per il debridment,la regressione dell’infezione, il controllo degli essudati, il trattamento di riattivazione della matrice di ricostruzione cutanea, le aziende farmaceutiche impegnate nella ricerca scientifica hanno messo appunto una serie di medicazione all’avanguardia, dette avanzate, ed attive, che non necessitano di prescrizione medica, a tal punto l’infermiere esperto di cura delle lesioni difficili, può prescrivere tali medicazioni in base alle condizioni cliniche della lesione, indirizzando il paziente ad un corretto trattamento della lesione, basato sulle conoscenze scientifiche, linee guida internazionali. (esempio: w.b.p.- la riparazione dei tessuti lesionati)

Bibliografia
1) G. Devoto, G. C. Oli, “Il dizionario della lingua italiana”, Le Monier, 1996.
2) L. Benci, “La responsabilità  infermieristica per le lesioni da decubito”, in Nursing Oggi, numero 4 1996, p. 67.
3) S. Fucci, “La responsabilità  nella professione infermieristica”, Questioni e problemi giuridici, Masson, 1998, p.40.
4) A. Bonfiglioli, “La responsabilità  penale colposa del medico”, in Rivista Italiana di Medicina Legale, 1999, p.1313 e segg.
5) S. Fucci, op. cit., p.21.
6) Cass. sez. IV, 16 febbraio 1987.
7) Paola Gobbi – Infermiera Dirigente, Caposala
Direzione Sanitaria, A.O. Salvini, Garbagnate Milanese (MI) pubblicato sul n2 di Helios del 2002

Tratto da:www.piagadadecubito.it

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8 Responses to La responsabilità  infermieristica per le lesioni da decubito

  1. iliri says:

    molto interessante, se è possibile mandarmi ancora delle infomazione su come gestire il dolore in questi pazienti. Grazie

  2. ivansantoro says:

    Appena posso ti invio il materiale.
    A presto
    Ivan S. smile

  3. je88 says:

    buongiorno, sono una studentessa del corso di laurea in infermieristica e sto cercando materiale per scrivere il mio elaborato finale.vorrei appunto parlare della prevenzione delle lesioni da pressione sopratutto trattando il ruolo della nutrizione e della responsabilità infermieristica riguardo le ldp. ho trovato molto interessante cioè che ho letto in questo sito e vorrei approfondirlo ma ho difficoltà nel ricervare la bibliografia qui utilizzata….qualche suggerimento??..grazie mille

  4. ivansantoro says:

    Certo!
    http://www.aislec.it

    Scusa per il ritardo…..sai il lavoro nobilita ma toglie tanto tempo…..
    Cordiali saluti

  5. Laura Mancini says:

    Salve,

    mia nonna il 21 dicembre 2009 si e’ rotta il femore. Al pronto soccorso, in cui e’ rimasta due giorni e mezzo, l’hanno lasciata per almeno tre ore su una barella di metallo senza alcun tipo di materasso. Quando e’ arrivata in reparto (dopo appunto due giorni e mezzo) aveva gia’ un inizio di lesione da decubito in zona sacrale.
    La lesione e’ stata curata, ma in modo inadeguato. Non ci hanno informato della serieta’ della situazione, non hanno cambiato posizione a mia nonna per giorni, non ci hanno detto che dovevamo farlo noi … insomma, la prima settimana di gennaio la piaga era arrivata al IV grado.
    Successivamente le hanno messo la VAC, l’hanno spostata da un ospedale all’altro, da una clinica all’altra. In tutto questo tempo non ci hanno mai fatto vedere la lesione.
    Questa settimana (il 16 marzo 2010) l’hanno trasferita in una clinica ad acilia, e le hanno tolto la VAC. Finalmente i medici hanno fatto vedere a mia madre la lesione. Mia madre ha notato che e’ estesa, la parte piu’ interna era rosata e le sembrava si stesse ricostruendo, mentre la parte piu’ esterna era nera e quindi necrotica. In piu’ c’era una fessura da cui usciva un liquido marrone, e mia madre leggendo su internet si e’ preoccupata perche’ ha pensato potesse essere un indizio di osteomielite. Noi avevamo capito che il trattamento con la VAC fosse uno dei piu’ promettenti, ma ovviamente lo e’ solo se coadiuvato da altre attenzioni e trattamenti locali che evidentemente le persone che curavano mia nonna non hanno messo in atto.

    Per il momento non possiamo fare altro che vedere se il medico che la cura adesso riesce a fare qualcosa di positivo. Ci hanno comunque gia’ detto che loro non usano medicazioni avanzate.
    Su internet troviamo tutte queste indicazioni sulle medicazioni avanzate, ed i loro benefici effetti, ma come si fa a trovare persone competenti che possano farle?
    Lei che e’ del campo sa se ci sono strutture a Roma che mettono in atto questo tipo di cure? O sa indicare qualche medico o infermiere capace che le sa mettere in atto?
    Noi mia nonna la possiamo anche portare a casa, ma non sappiamo dove mettere le mani per curarla noi.
    E se serve l’intervento di medici, chirurghi, come si fa da casa?
    Mia nonna, nonostante abbia 93 anni, ha solo la tendenza ad avere la pressione alta (prende delle medicine per la pressione, ma non e’ cardiopatica), ed un rene solo, pero’ non ha altre patologie. Ovviamente adesso a causa della ferita ha l’albumina bassa e il ferro basso.

    Sempre su internet abbiamo trovato il sito di un infermiere (http://www.piagadadecubito.it/index.htm) che cura questo tipo di piaghe, ma non potrebbe venire a Roma, dovremmo mandargli le foto e poi fare noi la medicazione.

    Prima dell’ultimo trasferimento, nella stanza con mia nonna ad un certo punto hanno tolto l’altra paziente e l’hanno sostituita con una signora anziana che urlava sempre, tanto che mia nonna, gia’ ovviamente sconfortata dalla situazione in cui si trova, piangeva. Quando abbiamo chiesto cosa avesse la signora, e perche’ l’avevano messa li’, ci hanno detto che aveva tre piaghe da decubito (sacrale e laterali) e che comunque il giorno dopo avrebbe avuto un’altra sistemazione. Quella notte e’ morta. Non le hanno dato neanche della morfina o qualcosa per non farla soffrire nelle ultime che le rimanevano. Hanno chiuso la porta della stanza e l’hanno fatta morire cosi’. Un’altra degente ha aperto la porta e ha sentito una puzza incredibile ed ha aperto la finestra, e un’infermiera l’ha ripresa per questo dicendole “ma che t’importa, che e’ parente tua?”.

    Noi capiamo pure che mia nonna prima o poi dovra’ morire, e che non e’ detto che riesca a guarire da questa lesione che ha. Pero’ vorremmo fare di tutto per evitare che muoia cosi’, e soprattutto pensiamo che usando cure adeguate ed avanzate potrebbe guarire, perche’ non ha altre patologie.

    Come si fa a trovare persone o cliniche, ospedali, centri … competenti che ci consentano di curarla al meglio?

    Grazie
    Laura

  6. ivansantoro says:

    Perdonami, se non ho risposto immediatamente, ma il lavoro nobilita l’uomo ma ultimamente lo esaurisce…
    …Cercando di non perdere altro tempo, vi consiglio di visitare il sito http://www.aislec.it, vi aiuteranno per trovare le persone ed i centri specializzati più vicini al vostro domicilio.

    Sperando di esservi stato utile vi auguro tutto il bene possibile.
    Ivan

  7. valeria says:

    Ciao, sono fisioterapista e nell’ospedale in cui lavoro sono referente dello Skin Care Committee, volevo sapere cosa intendete per specialista delle lesioni da decubito e se anche un fisioterapista , naturalmente dopo aver fatto dei corsi di specializzazione in LDD e medicazioni avanzate, puo’ decidere sul trattamento da eseguire sul paziente e se puo’ fisicamente effettuarlo.
    Resto in attesa di risposta….grazie

    Valeria

  8. pibua says:

    Ciao, ti consiglio di leggere questo documento nel quale sono presenti molte risposte ai tuoi dubbi:
    http://www.studioinfermieristicocecchetto.it/wp-content/uploads/2009/09/RESPONSABILITA-PER-LESIONI-DD-P.Gobbi.pdf

    Buon lavoro!