
PREMESSA
L´alimentazione artificiale si rende necessaria per il trattamento di molte condizioni patologiche. L’alimentazione artificiale può essere ottenuta con:
- la Nutrizione Parenterale Totale (NTP) che utilizza un accesso venoso;
- la Nutrizione Enterale (NE) che avviene tramite il posizionamento di sondino nasogastrico (SNG) o l´applicazione chirurgica di una sonda che collega direttamente lo stomaco o il digiuno con l´esterno.
Nel 1979 venne utilizzata una nuova metodica, denominata Gastrostomia Endoscopica Percutanea (PEG), che permette l´inserimento della sonda nel tratto digestivo durante una normale gastroscopia. L´impianto di tale ausilio ha ridotto sensibilmente il numero di complicanze, i costi, il periodo di degenza e favorisce il reinserimento precoce del malato in famiglia, oltre ad essere di facile gestione. In molti casi si è rivelata un presidio determinante nel migliorare la qualità di vita residua poiché, pur avendo alcune patologie di base una lenta evoluzione, permette di correggere in modo fisiologico il deficit nutrizionale ad esse correlato. Le controindicazioni, non assolute, all´applicazione di una PEG sono costituite da: sepsi, dialisi peritoneale, coagulopatie, precedenti interventi allo stomaco, estese cicatrici addominali.
A CHI APPLICARE LA PEG
La PEG viene applicata a pazienti che non possono alimentarsi adeguatamente , nei quali vi sia la necessità di un´alimentazione enterale per un periodo di tempo superiore ad un mese. L´applicazione è indicata, per esempio, in caso di patologie a carico del sistema nervoso centrale e periferico (M. di Parkinson, Sclerosi Multipla, Vasculopatie cerebrali, Rabbia, Botulismo, M. di Alzheimer, Sindrome pseudo-bulbare); in questi ultimi casi mancando il riflesso della deglutizione il paziente può incorrere nell´aspirazione di cibo nelle vie aeree con conseguente polmonite “ab-ingestisâ€. Deve essere chiaro che l´impianto PEG rappresenta una via di alimentazione alternativa e non preclude in alcun modo l´assunzione di alimenti per via orale. Ai pazienti in grado d´intendere occorre che il medico proponente ottenga il consenso informato; nel caso di pazienti non in grado di collaborare si deve verificare l´apertura della bocca (in casi contrario, l´applicazione della PEG deve avvenire in sedazione profonda).
L´inserimento della PEG richiede il digiuno da almeno 6 ore, l´esecuzione di conta piastrinica e tempo di protombina recenti, la somministrazione di antibiotico profilassi a largo spettro ed antisecretivi gastrici (es. omeprazolo) per alcuni giorni.
QUALE ALIMENTAZIONE PER IL PAZIENTE CON PEG
L´alimentazione può iniziare dopo 24 ore.
Esistono fondamentalmente tre tipi di miscele nutritive per N.E.:
a) Diete naturale, costituite dalla miscelazione di sostanze naturale, la cui preparazione può essere:
- artigianale, nella quale gli alimenti sono frullati od omogenizzati, in forma liquida o semiliquida;
- industriale, in cui i preparati sono già disponibli in commercio, hanno una composizione nota, equilibrata , garantiscono un apporto completo dei vari elementi nutritivi, sono più sicuri per quanto riguarda possibili contaminazioni.
b) Diete chimicamente definite
- polimeriche o semielementari, che richiedono processi digestivi parziali;
- monomeriche o elementari, già pronte per essere assorbite.
c) Diete modulari o specifiche, utilizzate per soddisfare esigenze nutrizionali legate a articolare patologie, come l´insufficienza epatica, l´insufficenza renale, l´insufficienza respiratoria, il diabete.
MODALITA´ DI SOMMINISTRAZIONE DEGLI ALIMENTI
Esistono varie tecniche di somministrazione la cui scelta dipende dalle condizioni cliniche del paziente e dalle possibilità anatomiche e funzionali dell´intestino:
- Intermittente. E´ la tecnica di “gavageâ€, ossia la somministrazione in pochi minuti di bolo unico (200-400 cc) mediante siringa, ripetuta ad intervalli di 4-6 ore nelle 24 ore. Questa modalità è sconsigliata per l´elevato numero di effetti collaterali, specie di tipo addominali quali la distensione gastro-addominale, nausea, reflusso gastroesofageo, ab ingestis, diarrea da contaminazione.
- Continua. La somministrazione avviene in tempi molto lunghi, lentamente tramite l´ausilio di una pompa o per caduta (goccia a goccia). Con questa tecnica si diminuiscono le manipolazioni delle miscele nutritive. Rispetto alla modalità precedente limita molto, l´autonomia del paziente che spesso tende all´immobilità causata sia dalle sue condizioni sia dalla dipendenza dalla linea infusionale. Allungando il tempo di assorbimento si migliora la capacità intestinale. Nei pazienti in condizioni più stabili, con intestino che si adatta a flussi veloci, si può ovviare al problema della dipendenza concentrando la somministrazione in 8-14 ore (durante le ore notturne). Può avvenire tramite l´ausilio di una pompa o per caduta (goccia a goccia).
ASSISTENZA AL PAZIENTE DURANTE L´ALIMENTAZIONE CON PEG
1) E´ necessario lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone prima di iniziare la preparazione degli alimenti.
2) Preparazione degli alimenti. Se gli alimenti sono già disponibili sotto forma liquida, in flacone o in sacca idonei ad essere collegati alla linea infusione PEG, agitare bene la confezione e predisporre tutto l´occorrente rispettando le tecniche asettiche. Se il preparato è in polvere comporre la soluzione come indicato nella confezione aggiungendo la quantità di acqua richiesta, se conservato in frigorifero portarlo a temperatura ambiente. Talvolta per preparare la dose per il singolo pasto o la dose giornaliera, prima dell´uso può essere necessario mescolare i vari alimenti in un contenitore apposito (solitamente una sacca di PVC) dotato di chiusura, che dovrà poi essere collegato alla PEG; in questo caso le norme igieniche devono essere assolutamente rispettate.
3) Posizione del paziente. Terminata la preparazione degli alimenti, far assumere al paziente la posizione semi-seduta , sollevando la testiera del letto o utilizzando alcuni cuscini, per facilitare la somministrazione del preparato. Tale posizione deve essere mantenuta per almeno un´ora dal termine del pasto onde evitare pericolosi rigurgiti gastroesofagei.
4) Controlli. Si dovrà controllare inoltre:
- l´esatta posizione della PEG, verificando la sede della tacca di riferimento presente nella superficie esterna;
- la quantità di residuo gastrico:
prima di ogni pasto, se la somministrazione è intermittente,
ogni 3-5 ore, se continua.
Se il residuo è superiore a 100 cc, interrompere la somministrazione per 1-2 ore se questa avviene per bolo, rallentare la velocità , se continua.
Qualora il residuo gastrico persista o la sonda risulti dislocata, sospendere l´alimentazione ed avvisare il medico.
Tenere sempre sotto osservazione il paziente durante il pasto, segnalando la comparsa di sintomi quali:
- tosse , difficoltà respiratoria, cianosi, causati da aspirazione o reflusso alimentare nelle vie aeree;
- nausea, vomito, diarrea;
- alterazione della coscienza.
5) Gestione della sonda5) Lavare la sonda prima e dopo ogni somministrazione intermittente con 30-60 cc di acqua tiepida. Se la somministrazione è continua , la sonda va lavata periodicamente ogni 3-4 ore poiché i sondini per la nutripompa sono di calibro sottile. Nei periodi di non utilizzo chiudere la sonda con un tappo adatto (conico da catetere o similari) non pinzare la sonda con Klemmer o simili.
6) Somministrazione di farmaci. I farmaci non devono essere mescolati con gli alimenti, ma somministrati a parte. Sono preferibili i farmaci in forma liquida, ove ciò non sia possibile, polverizzare le compresse, somministrarle una alla volta con acqua, irrigare con 5 cc di acqua tra un farmaco e l´altro, quindi risciacquare la sonda.
7) Registrazioni. Registrare giornalmente la quantità di soluzione nutritiva somministrata e settimanalmente il peso corporeo (se le condizioni del paziente lo permettono).
8) Pulizia del cavo orale e igiene personale. La pulizia giornaliera del cavo orale è altresଠimportante poiché viene mancare la pulizia meccanica naturale ottenuta con la masticazione; inoltre le labbra devono essere ammorbidite frequentemente con sostanza specifiche (burro-cacao, olio di vaselina). Il paziente può fare la doccia dopo 7/8 giorni dall´impianto della PEG.
NORME GENERALI PER LA CURA DELLA PEG
Di regola bisogna controllare giornalmente le cute attorno alla stomia, verificando l´esistenza di eventuali segni di infezione: arrossamento, gonfiore, irritazione, eventuale presenza di pus, perdita di succo gastrico.
La medicazione va cambiata una volta al giorno per la prima settimana, a giorni alterni per gli 8-10 giorni successivi, poi medicazioni settimanali.
NON METTERE MAI GARZE TRA LA CUTE ED IL FERMO DI RITENZIONE ESTERNO
Se le garze della medicazione si bagnano più frequentemente, sostituirle al bisogno onde evitare macerazioni cutanee. Se c´è spandimento di secrezione gastrica lavare la cute attorno la stomia, semplicemente con acqua e/o sapone liquido, effettuando movimenti a spirale a partire dal punto di inserzione verso l´esterno. Asciugare bene la zona, quindi disinfettare con lodopovidone. Se la protesi è ancorata con un triangolo o un cerchietto di bloccaggio, pulire con accuratezza e delicatamente la cute sottostante.
Eventuali incrostazioni attorno alla stomia possono essere rimosse con acqua ossigenata a 10 volumi. Controllare la posizione della sonda tramite le tacche presenti sulla superficie. Evitare di esercitare trazione sulla sonda stessa (es. durante le manovre di mobilizzazione) ancorandola alla parete addominale con un cerotto.
Settimanalmente far compiere dei giri di rotazione completa alla sonda o al bottone per verificare il corretto posizionamento. Se si avverte resistenza, indice di dislocazione della sonda, interrompere l´alimentazione, avvisare il medico perché può essere necessario un controllo endoscopico della sua posizione.
COMPLICANZE LOCALI PIU´ FREQUENTI
1) Allargamento ed arrossamento della stomia.
Può manifestarsi con la perdita di succo gastrico o essere secondaria ad allergica, ad esempio ai saponi o alle creme utilizzate. COSA FARE: pulire accuratamente la cute attorno la stomia con acqua tiepida, applicare una medicazione, da sostituire ogniqualvolta si presenti umida. Utile può risultare l´applicazione di pomate o paste che creino una barriera protettiva sulla superficie cutanea o cambiare il tipo di detergente usato (può essere utile l´uso dei prodotti a rotazione). Potrebbe rendersi necessaria la sostituzione della sonda.
2) Ostruzione della sonda.
L´insufficiente pulizia può provocare nel tempo la formazione di coaguli organici sulla parete della sonda. Anche un eventuale reflusso di succo gastrico che venga a contatto con le sostanze alimentari può determinare la formazione di coaguli ostruenti. COSA FARE: in questi casi spremere delicatamente il tubo tra l´indice e pollice e poi effettuare un lavaggio con acqua tiepida e bicarbonato di sodio. Se le incrostazioni sono particolarmente tenaci, provare ad utilizzare 30 ml di Coca Cola o acqua gassata o acqua e bicarbonato. Se non si riesce a disostruire la sonda, avvisare il medico o il servizio che ha applicato la PEG.
3) Rimozione accidentale della PEG.
I pazienti in stato confusionale possono accidentalmente strapparsi il tubo.
COSA FARE: nel caso di una completa rimozione, coprire la fistola con una garza, mantenere il paziente a digiuno, avvisare il medico. Se il riposizionamento della PEG non può avvenire in tempi brevi recarsi al più vicino Pronto Soccorso e far applicare un catetere tipo Foley che mantenga pervio il tratto fistoloso facilitando cosଠle manovre di reinserimento di una nuova PEG.
COMPLICANZE GENERALI PIU´ FREQUENTI
1) Disturbi gastro-intestinali.
- Nausea e vomito. Si presentano nel 10-20% dei casi.
COSA FARE: in caso di nausea non forzare l´alimentazione ma sospenderla momentaneamente; se questa persiste ridurre la quantità del preparato da somministrare ed aumentare la frequenza dei pasti. Se compare vomito interrompere l´alimentazione e riprenderla gradualmente (25-30 cc/ora) dopo un´ora. Qualora il vomito persista avvisare il medico.
- Diarrea. E´ la complicanza più frequente. La diarrea riduce l´assorbimento favorendo la malnutrizione, la facilità a contrarre infezioni, il rischio di sviluppare lesioni da decubito, la perdita di elettroliti e liquidi con conseguente disidratazione.
COSA FARE: può essere causata da intolleranza al lattosio contenuto nei preparati (usare preparazioni prive di tale sostanza), dalla contaminazione degli alimenti (rispettare la corretta igiene nella preparazione e conservazione degli alimenti), dall´elevata osmolarità delle miscele nutritive (usare preparazioni iso-osmotiche), dalla velocità di somministrazione troppo elevata (controllare la velocità ), dalla temperatura fredda della miscela (portarla a temperatura ambiente prima dell´uso). La persistenza di diarrea per più di 1-2 giorni necessita una valutazione clinica da parte del medico.
2) Ulteriori complicanze, piuttosto rare.
Emorragie gastro-intestinali, sepsi, perforazione intestinale, ascesso della parete addominale. Segnalare al medico l´insorgenza di sintomi o segni particolari per gli opportuni provvedimenti.
Tratto da: linee guida per la corretta gestione della PEG Ospedale di Massa (gastroenterologia, resp dott Ceccarelli)
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bravo capo. ottimo articolo, chiaro ed esplicativo
Grazie!
Scrivi qui il tuo commento.
davvero interessante, ma come hai ottenuto queste informazioni? sei un medico, un infermiere, un tirocinante o cosa??
Cara Valentina,
sono Inf.Coordinatore presso il Centro di Riabilitazione “Città di Genova” (spero che continuerai a scrivere i tuoi commenti e visitando il sito c’è un mio breve curriculum), su 5 reparti per un totale di 66 posti letto, ho 18 pazienti da gestire con PEG…
…Sei hai bisogno di altre linee guida,non devi fare altro che chiedermele.
Un caro saluto
Ivan S.
Articolo chiaro ed esautivo ma …. ogni quanto si cambia routinamente la PEG? I colleghi endoscopisti a cui mi sono rivolta hanno dato risposte molto diverse fra loro.
Grazie dell’aiuto.
Cara Mariateresa,
la PEG solitamente deve essere cambiata entro i 3 ed i 6 mesi, a seconda dello stato della stessa.Ultimamente,però, alcune case farmaceutiche, hanno introdotto sul mercato delle nuove PEG che possono essere sostituite anche dopo 1 anno.
A Presto
Ivan S.
Grazie! Mi é proprio piaciuto… semplice, chiaro.. quasi perfetto!Elena
Grazie!
Scrivi qui il tuo commento.
un articolo interessante chi come me deve gestire una peg a casa…premetto che a noi serve come tubicino di scarico x i succhi gastrici ma almeno so come fare bene la medicazione grazie a te,,un caro saluto a presto
Figurati!
Se posso esserti di aiuto,sai dove trovarmi…
un abbraccio
Ivan S.
Salve Ivan, sono studente infermiere del terzo anno e per la tesi finale mi stavo occupando di un lavoro sulla prevenzione e gestione delle complicanze gastrointestinali (in particolare nausea e vomito) in una persona adulta in NED. Avresti del materiale e/o linee guida diverse da quelle SINPE? Ho già consultato più banche dati (pubmed, cinhal, embase, medline, ecc..) e ho notato parecchie discordanze soprattutto per quanto riguarda la valutazione del ristagno gastrico (come mai ognuno dice la sua? (50-100-250-500)Qual’è l’ente più autorevole in questo ambito? Grazie per la collaborazione. Saluti
Caro Mauro,
ti lascio la mail di una Dietista alla quale faccio riferimento per i miei pazienti in alimentazione enterale (Dott.ssa E.Nanetti equipe Dietoterapia del Pad 7 Ospedale S.Martino),secondo me una professionista(come tutta l’equipe sopracitata)del campo che può esserti molto di aiuto, senza di loro molti miei grattacapi sarebbero ancora irrisolti. (elisabetta.nanetti@hsanmartino.it)
Sono convinto, che se non si lavora in regime di multidisciplinarietà , siamo belli che fritti.
A presto
Ivan S.
Grazie mille per il suggerimento. Concordo pienamente. Buon lavoro. Saluti
A presto
Ivan S.
URGENTE!!
Salve Ivan! Mi complimento per la chiarezza espositiva e per le informazioni dettagliate fornite nel tuo articolo. Avrei URGENTE bisogno di un consiglio! Mio padre, 80enne Parkinsoniano, magrissimo e fortemente debilitato, con pregressa ernia iatale, si trova ricoverato, in condizioni serie, al Policlinico Umberto I di Roma e ha da poco superato una polmonite ab-ingestis sopravvenuta dopo l’introduzione di un sondino naso-gastrico. I dottori ci hanno messo davanti ad un “bivio”: applicazione di una PEG (operazione considerata ad “alto rischio”); oppure continuare la terapia infusionale tramite accesso venoso (sono delle flebo costituite da sacche di liquido trasparente)con chissà quale speranza di vita; oppure, ancora, reintrodurre il sondino naso-gastrico con i rischi già noti. Spetta ai familiari la decisione finale! In un caso abbastanza critico come questo, potresti iluminarmi sulla scelta migliore e meno dolorosa da fare (o, quanto meno, su quella che va assolutamente scartata). Dovremo dare una risposta entro il 1° giugno 2007. Ti ringrazio comunque per l’attenzione prestata! Saluti.
Leonarda
Cara Leonarda,
prima di tutto volevo ringraziarti per i complimenti.
Come avrai letto nel sito la mia è una Struttura con pazienti geriatrici (ultrasessantacinquenni) e con due reparti di gravi cerebrolesioni acquisite.In entrambi i reparti gestiamo pazienti con PEG(anche novantenni!).Solitamente la mia equipe medica(supervisionata dai gastroenterologi)in situazioni analoghe optano per l’introduzione della PEG (sempre se non sussistono situazioni generali che sconsigliano l’intervento,ma quella è sempre e solo una scelta medica) per una miglior gestione nutrizionale,farmacologica nonchè evitando le complicazioni da te citate e di gestione infermieristica direi abbastanza semplice ovviamente adottando le linee guida del caso.Secondo me, se i medici l’hanno proposto ci sono i margini per introdurla evitando altri eventi traumatici causati dall’introduzione del sondino naso gastrico.Sperando di essere stato esaustivo,ti porgo i miei più cordiali saluti.
Ivan S.
complimenti,bel lavoro !
sono una Coordinatrice di una RSA in cui sono ospitati pazienti portatori di PEG.Ultimamente è stato chiesto al personale infermieristico di provvedere alle sostituzione delle sonde, volevovo chiederti se avevi esperienza a riguardo o documentazione per creare protocolli per le manovre
grazie
Grazie,ho tutto in reparto, quanto prima ti invio il materiale via e mail.In anteprima come da indicazione del nostro consulente gastroenterologo ti dico che di solito in emergenza(solitamente di sabato e domenica avvengono come tu ben sai..),se per qualsiasi motivo bisogna sostituire la sonda peg,ripeto solo la sonda (per arrivare al lunedଅ)semplicemente bisogna inserire un catetere foley in lattice e riempire il palloncino come se fosse un catetere vescicale,oppure nella confezione delle sonde ci sono le indicazioni spiegate in modo molto semplice…per altre manovre o se si presentano complicazioni di vario genere contattare sempre il medico.Comunque a presto
Ivan S.
L’articolo riguardante l’assistenza al pz con PEG è identico alle linee guida dell’ospedale di Massa (gastroenterologia, resp dott Ceccarelli). Niente di male, però forse bisognerebbe citare la fonte.
Mi scuso per la dimenticanza,infatti cito sempre la fonte su ogni articolo che non è di mia proprietà .
Ti ringrazio ancora per l’aiuto,spero di sentirti presto
Ivan S.
La mia domanda sorge spontanea, sono stata ad un seminario sulla gestione della PEG e mi hanno detto che non deve essere assolutamente coperta con medicazioni (va bhe che da me in casa di riposo usavano la connettivina plus per medicarla….
)la domanda è…cosa si usa??
Ciao Veronica,
esatto,nelle prime 48 ore dopo l’inserimento (oltre ad una profilassi antibiotica decisa dal Medico), deve essere medicata con una medicazione antisettica (tipo allo iodiopovidone), se non ci sono altre complicazioni, arrossamenti etc, la PEG deve essere detersa e lasciata libera.
A presto Ivan
Ciao: sono un coordinatore dell’assistenza domiciliare che tra una lettura e un’altra mi sono imbattuto nel tuo sito di cui ti faccio i complimenti. ti chiedo: a)è possibile cambiare a domicilio una peg e lo può fare un infermiere? hai del materiale da potermi inviare per capire le varie modalità di una eventuale sotituzione? grazie di nuovo e buon lavoro. andrea
Caro Andrea,l’infermiere può intervenire in caso di urgenza,inserendo un catetere foley (solitamente del 18CH) oppure esistono dei kit di sostituzione delle maggiori aziende interessate all’argomento(ad esempio:Nutricia,Novartis H.N.,Abbott etc…)che permettono di non sospendere la nutrizione e non creare disagi al paziente.
Se però ci sono segni e/o sintomi sentinella (magari ti invio un piccolo vademecum), è necessario l’intervento medico ed il trasporto di urgenza nel reparto più idoneo.
Grazie a presto
Ivan
Salve mi stavo documentando sulla Peg visto che mio padre 67 anni affetto da S. di Parkinson ha subito un intervento per il posizionamento della Peg 10 giorni fa ora tocca a noi a casa assisterlo. I controlli sui residui gastrici chi li deve fare e quando? La peg va sostituita? quando finisce la nutrizione che dura 15 ore noi laviamo la sonda con coca cola e poi acqua ma il tubicino non viene pulito bene nelle pareti rimane un pò di residuo cosa dobbiamo fare? grazie
Ciao Elisa,
per quanto concerne i controlli sui residui gastrici dovrebbe averlo indicato il gastroenterologo o il medico domiciliare e soprattutto quando è il caso di sospendere eventualmente per un determinato periodo la nutrizione enterale.
La peg va sostituita all’incirca ogni 6 mesi a seconda del tipo di sonda posizionata.
Un consiglio la coca cola usala solo in casi estremi quando si blocca il transito nella sonda e rischia di “tappare”la peg e poi a lungo andare puoi rovinare la sonda anticipando il tempo di sostituzione.
Un paio di consigli, ad ogni sacca di nutrizione dai un apporto idrico a seconda delle indicazioni mediche e poi ogni qual volta devono essere introdotti farmaci, la somministrazione del farmaco deve essere seguita da almeno 30cc di acqua cosଠrimane pervia la peg eliminando dei residui nocivi per la stessa.
Spero di essere stato esaustivo.
Grazie ed a presto
Ivan S.
ciao ivan, estremamente utile il tuo articolo..complimenti!volevo chiederti se sarebbe possile avere maggiori informazioni sulla fase intraoperatoria che riguarda l’inserimento della PEG dato che sto svolgendo la mia tesi sull’alimentazione enterale in ambito pediatrico…t ringrazio già anticipatamente
Ti ringrazio,non ho molte informazioni sulla fase intraoperatoria della PEG, il consiglio che ti do è contattare il presidio più vicino a te di Dietoterapia.
Cordiali saluti ed a presto.
Buongiorno!
Mi è stata posizionata una peg al 2 dicembre per una serie di problemi midollari…
Da allora continuo ad avere perdita di succhi gastrici e decubito.
Ieri, dopo l’ennesimo controllo hanno deciso di togliermi la “proboscide” e piazzarmi il bottoncino!
La cosa mi ha portato un certo sollievo, perchè è decisamente più leggero…
Sommariamente mi hanno spiegato come fare, ma ho spiegato loro che mi sarei “arrangiata” con Internet, anche perchè al momento non avevano a disposizione manuali…
Solo, che nella fretta di “scappare”, ho memorizzato, la frase, “stia attenta al rapporto di aria che toglie e che deve reintegrare, perchè se sbaglia, a lungo può esserci il rischio di staccare le pareti dello stomaco…”
Premetto che sono molto stanca anche perchè sto ancora perdendo peso (m 1,71 x 46,5 kg) e sono in terapia del dolore, per cui ogni tanto capisco “roma per toma”!
Questa mattina, riposata e tranquilla ho fatto un giretto in Internet, ma non trovo nulla…
Però ho trovato voi…
Qualche suggerimento su qualche sito dove posso trovare chiarimenti e disegnini?
A me è stato installato un bottone Kimberly-Clark, Mic-Key, 20 fr, 3.0 cm.
Grazie di tutto e buon lavoro
M.L.P.
Cord.ma Sig.ra MLP,
sono concorde con la PEG a “bottoncino” che aderisce a “pigna”nelle pareti, in quanto dura molto più tempo ed è molto più difficile che con una manovra errata possa rimuoversi la sonda definita da lei in modo molto simpatico “proboscide”.
Tutti i pazienti con PEG del nostro centro sono seguiti dall’equipe dell’IST di Genova, molto professionale e team gentilissimo, di seguito le lascio il link, sicuramente avrà le risposte a tutti i suoi quesiti o dubbi.
Sperando di esserle stata di aiuto, colgo l’occasione di ringraziarla per il post e porgerle i miei più cordiali saluti.
Ivan S.
http://www.istge.it/
(deve cercare l’equipe del Prof.Frascio IST PAD 0-centralino, tel. 010 56001)
Grazie, grazie, grazie…
Se ho qualche altro “intoppo”, ritorno…
Buona serata.
M.L.P.
Grazie della fluidità e della puntualizzazione sull’argomento che ho trovato leggendo il Suo articolo. Mia madra , 81enne con Alzheimer avanzato, ha subito un intervento di gastrostomia dopo due tentativi falliti di posizionamento Peg. E’ dura, perchè tenta continuamente di strapparsi la sonda ed il personale della struttura di cui attualmente è ospite in lungodegenza riporta difficoltà nell’accudimento. Presso l’Arcispedale della mia città , inoltre , avevano tentato di ridurre il corso della terapia nutrizionale da 24 a 12 ore, cercando di somministrare frullati durante il giorno. Un fallimento totale, navighiamo a vista , sperando . Nel frattempo una valutazione geriatrica che certificava le 12 ore ci ha impedito l’accesso a percorsi di assistenza mirati e concertati con i servizi. E’ passato solo un mese dall’intervento e mi consolo sperando in un adeguamento progressivo. Credo vi sia comunque una grande disinformazione sul tema . Grazie ancora per la Sua chiarezza
Ringrazio Lei per i complimenti e per apprezzare il lavoro di noi sanitari, che al giorno d’oggi troppo tartassati e nella maggior parte delle occasioni direi con convizione,ingiustamente.
Un cordiale saluto.
Buongiorno!
Eccomi dopo quasi tre mesi di “piercing”! Più tranquilla e con la stomia che finalmente sembra incominci a cicatrizzare…
Ho perso ancora un po’ di peso, ma nell’insieme la situazione si è stabilizzata!
Sto scrivendo per ringraziarla perchè il sito che mi ha segnalato mi ha sicuramente aiutato, ma soprattutto perchè volevo dire due parole a Isa…
Volevo parlarle come persona che sta “dall’altra parte” della barricata! Vorrei spiegarle, innanzitutto, che spesso, le persone anziane, si strappano i tubicini senza rendersene conto e che questi tubicini sono veramente difficili da staccare…
Le scelte che hanno operato i medici su sua madre sono state fatte sicuramente solo per farla stare meglio…
Mi rendo conto, da malata, “lucida”, che le persone che mi sono vicine, hanno più difficoltà di me ad accettare certe evoluzioni e conseguenze della malattia… Penso che anche lei, in questo momento stia affrontando lo stesso problema, non perchè rifiuta sua madre, ma perchè la malattia di una persona che si ama, ci depaupera di tutte le energie…
Non so se, con tutto quello che sta affrontando, ha il tempo e la voglia, ma c’è un libro molto bello che le consiglierei di leggere: MIA MADRE, LA MIA BAMBINA-T.B.JELLOUN.
La abbraccio
m.l.p.
:heart Posso approfittare dello spazio ?Grazie mille ad Ice per il sostegno. Amo Tahar Ben Jelloun e avevo letto il libro anni fa, in maniera oggettiva , critica e non soggettiva e contestualizzata alla quotidianità di oggi. Lo rileggerò sicuramente, con il cuore e gli occhi di oggi. Quando il chirurgo ha previsto l’intervento di gastrostomia alla mia mamma e gliene abbiamo parlato , come di un ” tagliettino” che l’avrebbe fatta stare meglio, lei , in un barlume di coscienza e di antica gentilezza ha detto “grazie ” . Per me c’era , invece , la sensazione orrenda di tradire la sua fiducia , utilizzando parole falsamente rassicuranti. Ma dovevo agire, decisa e senza reticenze. Spero che le difficoltà dell’avvio di questa nuova nutrizione possano progressivamente diminuire . La comprensione affettuosa di Ice mi ha dato conforto , perchè è stato come se avesse letto nella mia anima. Domani affronteremo il problema dei gel addensanti di cui la caposala vuole parlarmi. Intanto preparo due tortelli anche per il mio papà, che , secondo una sorta di patto coniugale di condivisione totale, mangia pochino. Proviamo con una prelibatezza .. Grazie graziee grazie …!
Spero Ivan ci perdoni per questo scambio di post un po’ personale, Isa, ma o si organizza e “apre” un forum, o non abbiamo altra scelta!…
Comunque mi sembra una persona molto comprensiva e non saremo messe “nell’angolo” con le orecchie d’asino per questa volta, sono sicura…
Volevo solo dirti, che esistono dei siti, (digitando il mio nick ne troverai uno), dove trovi persone che hanno problematiche come le mie o come le tue…
Attraverso i forum ne parlano tranquillamente, un po’ ridendo, un po’ confrontandosi, un po’ confortandosi.
Il parere del personale medico e paramedico è importante per capire…
Il resto è importante per sopravvivere, soprattutto in certi periodi, a volte anche con una risata!
Quando hai tempo fai un giro nei vari siti, con calma…
Ti renderai conto, che è la quotidianità, che ristabilisce la tranquillità…
Buona ricerca…
E a Ivan, come sempre, grazie di tutto
m.l.p.
Figuratevi,adoro la condivisione…
A presto
Ivan
Ciao Ivan, mi daresti un aiutino ? Uso questa espressione cara ai miei alunni perchè fatico a comprendere alcune affermazione dei gentili paramedici che si ocupano della mia mamma . Il chirurgo sosteneva drasticamente la necessità di NET a 24 ore. Il nutrizionista ha iniziato dal secondo giorno a provare un percorso integrato di “pappe ” e sacche, riducendo nel giro di una settimana la durata della terapia nutrizionale alle ore notturne. Nella struttura ora , tutti, medici e paramedici, ritornano all’opzione 24 ore, perchè mia madre serra i denti o , ritrovando la parola, ribadisce di non voler mangiare. Altra proposta pervenutami è quella di aumentare al massimo il dosaggio notturno per confidare nel sonno della paziente e lasciarle, di giorno, la sensazione di poter ancora affermare la propria volontà. Per una personcina minutissima, di circa 40 Kg non ti sembra troppo questo carico notturno ? Grazie mille della tua attenzione e della disponibilità verso tutti noi,.
ciao Ivan,spero che tu possa darmi una risposta.. a mia madre è stata posizionata una peg da circa sei mesi ma la stomia continua a perdere un pò di secrezione tanto che siamo costretti a cambiare la medicazione due volte al giorno a disinfettarla con betadine e a volte usare pomate tipo fitostimoline perchè si arrossa la cute.Inoltre su suggerimento dell’infermiera frapponiamo una garza leggera tra la cute e il disco di silicone per fare assorbire la secrezione. per il chirurgo la fuoriuscita della secrezione è normale io ho i miei dubbi..
Isa, ciao!
Ivan ti darà tutte le risposte tecniche, io, anche se non interpellata, visto che ricevo la notifica dei tuoi “interventi”, e mi sento un po’ coinvolta per diversi motivi, ti rispondo in modo non tecnico…
Il motivo per cui mi sento coinvolta, Isa, non è solo perchè “indosso” il “piercing”, ma anche perchè negli ultimi anni, ho dovuto “accompagnare” per 6 mesi, il papà del mio compagno e 3 anni prima se ne era andata la sua mamma che aveva qualche problemino di demenza senile…
Tutti e due, sono rimasti con noi fino alla fine, nonostante i miei problemi di salute…
Il papà del mio compagno, lucido fino all’ultimo quarto d’ora, ad un certo punto ha fatto ostruzionismo per le terapie…
Aveva 82 anni!
Abbiamo raggiunto l’accordo del no all’accanimento terapeutico e ci siamo fermati!
Scelta drammatica, per noi due!
Lui decisissimo a non nutrirsi, se non rispettavamo le sue scelte!
Pesava 28kg!
Abbiamo solo potuto coccolarlo… Tanto!…
Amarlo… Tanto!…
Abbracciarlo!… Tanto!…
Non credo, adesso, per te, il problema sia se nutrirla di giorno o di notte, Isa…
Quanto e come…
Ha 82 anni e l’Alzhaimer…
Sicuramente, ogni tanto avrà dei momenti di lucidità…
Non perderli discutendo per il cibo…
Goditeli con il contatto e i sorrisi, con le memorie, se riesci…
Il cibo, lascialo perdere… Lascia che siano le persone competenti a decidere… a 40 KG, A LETTO, SERVE BEN POCO…Credimi!
Tu, toccala, accarezzala, baciala, guarda con lei le foto e tutto ciò che puoi fare…
Alla sua età il tempo è poco e se è vero che ogni tanto è lucida, non ha voglia di parlare di pappe…
Ti abbraccio
m.l.p.
Cara Isa,
non conosco bene il caso ma ad occhio e croce mi sembra abbastanza complesso e delicato, visto il via a vai e gli imprevisti che quotidianamente saltano fuori.
Come facciamo e come vedo che professionalmente fanno nel Centro dove è seguita la tua cara mamma si “NAVIGA A VISTA”, mi dispiace ma per me è l’unico modo e sicuramente come tu farai sarà fonadamentale il tuo supporto, di più non mi sento di dire, anche perchè penso che i professionisti che seguono il caso sapranno indicare la via più giusta.
Ti ringrazio dei complimenti e spero di sentiriti presto.
Beh!L’unica cosa che mi sento di consigliarti è continuare il trattamento topico e vedere un eventuale sostituzione o controllo del tipo della PEG dopo 6 o 8 mesi una controllatina è consigliata darla…
Ti ringrazio per avermi scritto, ci sentiamo presto.
Ivan
Ice,complimenti e grazie per il tuo supporto è sempre ben accetto…
Ivan
X Elena:
Elena ciao!
Leggevo adesso il tuo post!
Se vai qualche post indietro, ne troverai uno mio “disperato”!
Adesso sono passati 6 mesi esatti, la stomia non è cicatrizzata e continua a perdere succhi gastrici e a volte siero e un po’ di sangue…
Consiglio “spassionato”!
NON TOCCATELA CONTINUAMENTE!
Io me la lavo ogni tre giorni con una spugnetta di quelle che si usano per il trucco, con acqua fresca e sapone di marsiglia!
Poi, metto intorno, delle medicazioni in fibra idroattiva.
Non uso cerotti perchè sono allergica, ma la medicazione rimane bloccata dal bottone che aderisce alla pelle. se è necessario lo cambio prima altrimenti rimane lì, per 3 gg.
La pelle può essere irritata, perchè con il betadine 2 volte a dì, non ha più la sua protezione e, con i succhi gastrici che escono macera e corrode…
Hai presente, quei bei bambini in strada, belli sporchi e sani?!…
Ora, non dico di non lavare la tua mamma, ma l’uso di troppo e troppo spesso, del betadine, uccide la protezione della pelle agli agenti aggressivi… E’ successo anche a me…
Il sapone di marsiglia, è neutro e ti aiuterà a riformare la flora batterica dell’epidermide, pur mantenendola pulita…
Per la perdita dei succhi gastrici, credo tu ti debba rassegnare… Io l’ho fatto e questo mi aiuta a star meglio…
Credo servirà anche ad essere più serena la tua mamma: è un po’ come l’effetto boomerang, serana tu, serena lei, la peg funziona un po’ meglio…
Provaci…
Ciao
M.L.P.
ORA TI ASSUMO!!!
Però una controllatina dopo 6-8 mesi al tipo di Peg la consiglierei…
Saluti
Ivan.
ciao Ice
ti ringrazio per i suggerimenti,credo che tu abbia ragione..ne parlerò con l’infermiera che segue mia mamma nella gestione della peg e vedremo cosa fare..grazie ancora
elena
ciaoIvan
la Peg è stata controllata dal chirurgo la prima volta dopo tre mesi dal posizionamento e poi dopo sei mesi, praticamente due settimane fa.
Grazie Elena
Ivan, ho trovato il tuo sito per caso e, devo dire mi è stato immensamente di aiuto, come mi è stato di aiuto il sito che mi hai segnalato!
Poi, devo ammettere che, esistono due realtà: quella del malato e quella di chi vive con il malato…
Inoltre, è importante capire se il malato percepisce o meno ciò che gli accade quotidianamente intorno…
Sono cose che ho imparato “sulla mia pelle”…
Inoltre, mi sono resa conto che non tutto va come noi ci aspetteremmo…
Per cui è importante il “compromesso” e l’accettazione.
Spesso poi è più difficile accettare queste cose, non per chi le vive sulla propria pelle, ma per chi è vicino…
Mia madre, continua a viaggiare e cerca di vedermi il meno possibile, perchè non sopporta di vedere ciò che la malattia sta facendo al mio corpo…
Non perdo neanche tempo a spiegarle che io sono sempre la stessa e che la peg l’ho messa anche se ero contraria, perchè stavo dimagrendo troppo…
D’altra parte, ho un compagno splendido, conosciuto prima dell’incidente, che mi guarda come il primo giorno, un fratello e una cognata che mi hanno appena regalato un libro con la dedica “a… zia ogni tanto un po’ “bastarda” con tanto amore”!…
Ho una marea di amici che mi “stressano”…
Ti e vi dico tutto questo, per spiegarvi che non è una peg che fa finire una vita… Io l’ho messa per poter continuare a vivere ancora un po’! Chiaro che certi cambiamenti fanno paura…
Ma bisogna cercare di affrontarli con calma, giorno per giorno, senza farsi prendere dal panico perchè quest’ultimo è un pessimo compagno sia per noi, sia per chi ci sta vicino, soprattutto se questo qualcuno ha 80 anni e fa fatica a rapportarsi con la realtà…
Nessuno di noi si sceglie ciò che capita, ma ognuno di noi, può scegliere come affrontarlo…
E, per Isa, tornando alla peg, chi l’ha posizionata alla sua mamma, dovrebbe anche averle detto, che ogni sei mesi credo debba cambiare la sonda…
m.l.p.
Ivan, Ice, mi fa un mondo di bene comunicare con voi. Siete davvero grandi. Sai, ice, la tua delicatezza nel trattare anzitutto i sentimenti mi riporta con i piedi per terra Domenica , per la prima volta dopo tanto ospedale, ho portato la mia mamma in giardino. Con noi c’era anche il mio papà ,e mi sembrava che il tempo fosse tornato indietro, ai tempi in cui ero bambina. Ora mi occupo di loro con una tenerezza che ho ritrovato nella malattia di entrambi. . Grazie della tua voce Ice, perchè mi ha permesso di sorridere di una mamma vestita in tuta e fruit ( lei era il tipo golfino, perle e gonna di cammello ) e di un papà che , mentre tornavamo a casa mi ha chiesto ..un gelatino. Le pappone e i problemi per un po’ da parte, grazie ai vostri consigli. Piercing, un termine simpatico, giovane , mi fa pensare ai miei alunni che nanno nasini brillantati e orecchini multistrato . Per me sono bellissimi. Vi abbraccio. Isa