Assistenza al paziente con gastrostomia endoscopica percutanea (P.E.G.)
Martedì, Aprile 10, 2007 7:59
PREMESSA
L´alimentazione artificiale si rende necessaria per il trattamento di molte condizioni patologiche. L’alimentazione artificiale può essere ottenuta con:
- la Nutrizione Parenterale Totale (NTP) che utilizza un accesso venoso;
- la Nutrizione Enterale (NE) che avviene tramite il posizionamento di sondino nasogastrico (SNG) o l´applicazione chirurgica di una sonda che collega direttamente lo stomaco o il digiuno con l´esterno.
Nel 1979 venne utilizzata una nuova metodica, denominata Gastrostomia Endoscopica Percutanea (PEG), che permette l´inserimento della sonda nel tratto digestivo durante una normale gastroscopia. L´impianto di tale ausilio ha ridotto sensibilmente il numero di complicanze, i costi, il periodo di degenza e favorisce il reinserimento precoce del malato in famiglia, oltre ad essere di facile gestione. In molti casi si è rivelata un presidio determinante nel migliorare la qualità di vita residua poiché, pur avendo alcune patologie di base una lenta evoluzione, permette di correggere in modo fisiologico il deficit nutrizionale ad esse correlato. Le controindicazioni, non assolute, all´applicazione di una PEG sono costituite da: sepsi, dialisi peritoneale, coagulopatie, precedenti interventi allo stomaco, estese cicatrici addominali.
A CHI APPLICARE LA PEG
La PEG viene applicata a pazienti che non possono alimentarsi adeguatamente , nei quali vi sia la necessità di un´alimentazione enterale per un periodo di tempo superiore ad un mese. L´applicazione è indicata, per esempio, in caso di patologie a carico del sistema nervoso centrale e periferico (M. di Parkinson, Sclerosi Multipla, Vasculopatie cerebrali, Rabbia, Botulismo, M. di Alzheimer, Sindrome pseudo-bulbare); in questi ultimi casi mancando il riflesso della deglutizione il paziente può incorrere nell´aspirazione di cibo nelle vie aeree con conseguente polmonite “ab-ingestisâ€. Deve essere chiaro che l´impianto PEG rappresenta una via di alimentazione alternativa e non preclude in alcun modo l´assunzione di alimenti per via orale. Ai pazienti in grado d´intendere occorre che il medico proponente ottenga il consenso informato; nel caso di pazienti non in grado di collaborare si deve verificare l´apertura della bocca (in casi contrario, l´applicazione della PEG deve avvenire in sedazione profonda).
L´inserimento della PEG richiede il digiuno da almeno 6 ore, l´esecuzione di conta piastrinica e tempo di protombina recenti, la somministrazione di antibiotico profilassi a largo spettro ed antisecretivi gastrici (es. omeprazolo) per alcuni giorni.
QUALE ALIMENTAZIONE PER IL PAZIENTE CON PEG
L´alimentazione può iniziare dopo 24 ore.
Esistono fondamentalmente tre tipi di miscele nutritive per N.E.:
a) Diete naturale, costituite dalla miscelazione di sostanze naturale, la cui preparazione può essere:
- artigianale, nella quale gli alimenti sono frullati od omogenizzati, in forma liquida o semiliquida;
- industriale, in cui i preparati sono già disponibli in commercio, hanno una composizione nota, equilibrata , garantiscono un apporto completo dei vari elementi nutritivi, sono più sicuri per quanto riguarda possibili contaminazioni.
b) Diete chimicamente definite
- polimeriche o semielementari, che richiedono processi digestivi parziali;
- monomeriche o elementari, già pronte per essere assorbite.
c) Diete modulari o specifiche, utilizzate per soddisfare esigenze nutrizionali legate a articolare patologie, come l´insufficienza epatica, l´insufficenza renale, l´insufficienza respiratoria, il diabete.
MODALITA´ DI SOMMINISTRAZIONE DEGLI ALIMENTI
Esistono varie tecniche di somministrazione la cui scelta dipende dalle condizioni cliniche del paziente e dalle possibilità anatomiche e funzionali dell´intestino:
- Intermittente. E´ la tecnica di “gavageâ€, ossia la somministrazione in pochi minuti di bolo unico (200-400 cc) mediante siringa, ripetuta ad intervalli di 4-6 ore nelle 24 ore. Questa modalità è sconsigliata per l´elevato numero di effetti collaterali, specie di tipo addominali quali la distensione gastro-addominale, nausea, reflusso gastroesofageo, ab ingestis, diarrea da contaminazione.
- Continua. La somministrazione avviene in tempi molto lunghi, lentamente tramite l´ausilio di una pompa o per caduta (goccia a goccia). Con questa tecnica si diminuiscono le manipolazioni delle miscele nutritive. Rispetto alla modalità precedente limita molto, l´autonomia del paziente che spesso tende all´immobilità causata sia dalle sue condizioni sia dalla dipendenza dalla linea infusionale. Allungando il tempo di assorbimento si migliora la capacità intestinale. Nei pazienti in condizioni più stabili, con intestino che si adatta a flussi veloci, si può ovviare al problema della dipendenza concentrando la somministrazione in 8-14 ore (durante le ore notturne). Può avvenire tramite l´ausilio di una pompa o per caduta (goccia a goccia).
ASSISTENZA AL PAZIENTE DURANTE L´ALIMENTAZIONE CON PEG
1) E´ necessario lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone prima di iniziare la preparazione degli alimenti.
2) Preparazione degli alimenti. Se gli alimenti sono già disponibili sotto forma liquida, in flacone o in sacca idonei ad essere collegati alla linea infusione PEG, agitare bene la confezione e predisporre tutto l´occorrente rispettando le tecniche asettiche. Se il preparato è in polvere comporre la soluzione come indicato nella confezione aggiungendo la quantità di acqua richiesta, se conservato in frigorifero portarlo a temperatura ambiente. Talvolta per preparare la dose per il singolo pasto o la dose giornaliera, prima dell´uso può essere necessario mescolare i vari alimenti in un contenitore apposito (solitamente una sacca di PVC) dotato di chiusura, che dovrà poi essere collegato alla PEG; in questo caso le norme igieniche devono essere assolutamente rispettate.
3) Posizione del paziente. Terminata la preparazione degli alimenti, far assumere al paziente la posizione semi-seduta , sollevando la testiera del letto o utilizzando alcuni cuscini, per facilitare la somministrazione del preparato. Tale posizione deve essere mantenuta per almeno un´ora dal termine del pasto onde evitare pericolosi rigurgiti gastroesofagei.
4) Controlli. Si dovrà controllare inoltre:
- l´esatta posizione della PEG, verificando la sede della tacca di riferimento presente nella superficie esterna;
- la quantità di residuo gastrico:
prima di ogni pasto, se la somministrazione è intermittente,
ogni 3-5 ore, se continua.
Se il residuo è superiore a 100 cc, interrompere la somministrazione per 1-2 ore se questa avviene per bolo, rallentare la velocità , se continua.
Qualora il residuo gastrico persista o la sonda risulti dislocata, sospendere l´alimentazione ed avvisare il medico.
Tenere sempre sotto osservazione il paziente durante il pasto, segnalando la comparsa di sintomi quali:
- tosse , difficoltà respiratoria, cianosi, causati da aspirazione o reflusso alimentare nelle vie aeree;
- nausea, vomito, diarrea;
- alterazione della coscienza.
5) Gestione della sonda5) Lavare la sonda prima e dopo ogni somministrazione intermittente con 30-60 cc di acqua tiepida. Se la somministrazione è continua , la sonda va lavata periodicamente ogni 3-4 ore poiché i sondini per la nutripompa sono di calibro sottile. Nei periodi di non utilizzo chiudere la sonda con un tappo adatto (conico da catetere o similari) non pinzare la sonda con Klemmer o simili.
6) Somministrazione di farmaci. I farmaci non devono essere mescolati con gli alimenti, ma somministrati a parte. Sono preferibili i farmaci in forma liquida, ove ciò non sia possibile, polverizzare le compresse, somministrarle una alla volta con acqua, irrigare con 5 cc di acqua tra un farmaco e l´altro, quindi risciacquare la sonda.
7) Registrazioni. Registrare giornalmente la quantità di soluzione nutritiva somministrata e settimanalmente il peso corporeo (se le condizioni del paziente lo permettono).
8) Pulizia del cavo orale e igiene personale. La pulizia giornaliera del cavo orale è altresଠimportante poiché viene mancare la pulizia meccanica naturale ottenuta con la masticazione; inoltre le labbra devono essere ammorbidite frequentemente con sostanza specifiche (burro-cacao, olio di vaselina). Il paziente può fare la doccia dopo 7/8 giorni dall´impianto della PEG.
NORME GENERALI PER LA CURA DELLA PEG
Di regola bisogna controllare giornalmente le cute attorno alla stomia, verificando l´esistenza di eventuali segni di infezione: arrossamento, gonfiore, irritazione, eventuale presenza di pus, perdita di succo gastrico.
La medicazione va cambiata una volta al giorno per la prima settimana, a giorni alterni per gli 8-10 giorni successivi, poi medicazioni settimanali.
NON METTERE MAI GARZE TRA LA CUTE ED IL FERMO DI RITENZIONE ESTERNO
Se le garze della medicazione si bagnano più frequentemente, sostituirle al bisogno onde evitare macerazioni cutanee. Se c´è spandimento di secrezione gastrica lavare la cute attorno la stomia, semplicemente con acqua e/o sapone liquido, effettuando movimenti a spirale a partire dal punto di inserzione verso l´esterno. Asciugare bene la zona, quindi disinfettare con lodopovidone. Se la protesi è ancorata con un triangolo o un cerchietto di bloccaggio, pulire con accuratezza e delicatamente la cute sottostante.
Eventuali incrostazioni attorno alla stomia possono essere rimosse con acqua ossigenata a 10 volumi. Controllare la posizione della sonda tramite le tacche presenti sulla superficie. Evitare di esercitare trazione sulla sonda stessa (es. durante le manovre di mobilizzazione) ancorandola alla parete addominale con un cerotto.
Settimanalmente far compiere dei giri di rotazione completa alla sonda o al bottone per verificare il corretto posizionamento. Se si avverte resistenza, indice di dislocazione della sonda, interrompere l´alimentazione, avvisare il medico perché può essere necessario un controllo endoscopico della sua posizione.
COMPLICANZE LOCALI PIU´ FREQUENTI
1) Allargamento ed arrossamento della stomia.
Può manifestarsi con la perdita di succo gastrico o essere secondaria ad allergica, ad esempio ai saponi o alle creme utilizzate. COSA FARE: pulire accuratamente la cute attorno la stomia con acqua tiepida, applicare una medicazione, da sostituire ogniqualvolta si presenti umida. Utile può risultare l´applicazione di pomate o paste che creino una barriera protettiva sulla superficie cutanea o cambiare il tipo di detergente usato (può essere utile l´uso dei prodotti a rotazione). Potrebbe rendersi necessaria la sostituzione della sonda.
2) Ostruzione della sonda.
L´insufficiente pulizia può provocare nel tempo la formazione di coaguli organici sulla parete della sonda. Anche un eventuale reflusso di succo gastrico che venga a contatto con le sostanze alimentari può determinare la formazione di coaguli ostruenti. COSA FARE: in questi casi spremere delicatamente il tubo tra l´indice e pollice e poi effettuare un lavaggio con acqua tiepida e bicarbonato di sodio. Se le incrostazioni sono particolarmente tenaci, provare ad utilizzare 30 ml di Coca Cola o acqua gassata o acqua e bicarbonato. Se non si riesce a disostruire la sonda, avvisare il medico o il servizio che ha applicato la PEG.
3) Rimozione accidentale della PEG.
I pazienti in stato confusionale possono accidentalmente strapparsi il tubo.
COSA FARE: nel caso di una completa rimozione, coprire la fistola con una garza, mantenere il paziente a digiuno, avvisare il medico. Se il riposizionamento della PEG non può avvenire in tempi brevi recarsi al più vicino Pronto Soccorso e far applicare un catetere tipo Foley che mantenga pervio il tratto fistoloso facilitando cosଠle manovre di reinserimento di una nuova PEG.
COMPLICANZE GENERALI PIU´ FREQUENTI
1) Disturbi gastro-intestinali.
- Nausea e vomito. Si presentano nel 10-20% dei casi.
COSA FARE: in caso di nausea non forzare l´alimentazione ma sospenderla momentaneamente; se questa persiste ridurre la quantità del preparato da somministrare ed aumentare la frequenza dei pasti. Se compare vomito interrompere l´alimentazione e riprenderla gradualmente (25-30 cc/ora) dopo un´ora. Qualora il vomito persista avvisare il medico.
- Diarrea. E´ la complicanza più frequente. La diarrea riduce l´assorbimento favorendo la malnutrizione, la facilità a contrarre infezioni, il rischio di sviluppare lesioni da decubito, la perdita di elettroliti e liquidi con conseguente disidratazione.
COSA FARE: può essere causata da intolleranza al lattosio contenuto nei preparati (usare preparazioni prive di tale sostanza), dalla contaminazione degli alimenti (rispettare la corretta igiene nella preparazione e conservazione degli alimenti), dall´elevata osmolarità delle miscele nutritive (usare preparazioni iso-osmotiche), dalla velocità di somministrazione troppo elevata (controllare la velocità ), dalla temperatura fredda della miscela (portarla a temperatura ambiente prima dell´uso). La persistenza di diarrea per più di 1-2 giorni necessita una valutazione clinica da parte del medico.
2) Ulteriori complicanze, piuttosto rare.
Emorragie gastro-intestinali, sepsi, perforazione intestinale, ascesso della parete addominale. Segnalare al medico l´insorgenza di sintomi o segni particolari per gli opportuni provvedimenti.
Tratto da: linee guida per la corretta gestione della PEG Ospedale di Massa (gastroenterologia, resp dott Ceccarelli)
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29 Responses to “Assistenza al paziente con gastrostomia endoscopica percutanea (P.E.G.)”
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fulvia says:
Aprile 27th, 2007 at 9:19 pm
bravo capo. ottimo articolo, chiaro ed esplicativo
ivansantoro says:
Aprile 28th, 2007 at 5:03 am
Grazie!

valentina says:
Aprile 30th, 2007 at 5:20 pm
Scrivi qui il tuo commento.
davvero interessante, ma come hai ottenuto queste informazioni? sei un medico, un infermiere, un tirocinante o cosa??
ivansantoro says:
Aprile 30th, 2007 at 6:09 pm
Cara Valentina,
sono Inf.Coordinatore presso il Centro di Riabilitazione “Città di Genova” (spero che continuerai a scrivere i tuoi commenti e visitando il sito c’è un mio breve curriculum), su 5 reparti per un totale di 66 posti letto, ho 18 pazienti da gestire con PEG…
…Sei hai bisogno di altre linee guida,non devi fare altro che chiedermele.
Un caro saluto
Ivan S.
mariateresa says:
Maggio 2nd, 2007 at 4:18 pm
Articolo chiaro ed esautivo ma …. ogni quanto si cambia routinamente la PEG? I colleghi endoscopisti a cui mi sono rivolta hanno dato risposte molto diverse fra loro.
Grazie dell’aiuto.
ivansantoro says:
Maggio 2nd, 2007 at 5:13 pm
Cara Mariateresa,
la PEG solitamente deve essere cambiata entro i 3 ed i 6 mesi, a seconda dello stato della stessa.Ultimamente,però, alcune case farmaceutiche, hanno introdotto sul mercato delle nuove PEG che possono essere sostituite anche dopo 1 anno.
A Presto
Ivan S.
elenanovello says:
Maggio 3rd, 2007 at 1:08 pm
Grazie! Mi é proprio piaciuto… semplice, chiaro.. quasi perfetto!Elena
ivansantoro says:
Maggio 3rd, 2007 at 7:46 pm
Grazie!
pina says:
Maggio 5th, 2007 at 7:50 pm
Scrivi qui il tuo commento.
un articolo interessante chi come me deve gestire una peg a casa…premetto che a noi serve come tubicino di scarico x i succhi gastrici ma almeno so come fare bene la medicazione grazie a te,,un caro saluto a presto
ivansantoro says:
Maggio 6th, 2007 at 12:23 am
Figurati!
Se posso esserti di aiuto,sai dove trovarmi…
un abbraccio
Ivan S.
Mauro says:
Maggio 9th, 2007 at 10:35 pm
Salve Ivan, sono studente infermiere del terzo anno e per la tesi finale mi stavo occupando di un lavoro sulla prevenzione e gestione delle complicanze gastrointestinali (in particolare nausea e vomito) in una persona adulta in NED. Avresti del materiale e/o linee guida diverse da quelle SINPE? Ho già consultato più banche dati (pubmed, cinhal, embase, medline, ecc..) e ho notato parecchie discordanze soprattutto per quanto riguarda la valutazione del ristagno gastrico (come mai ognuno dice la sua? (50-100-250-500)Qual’è l’ente più autorevole in questo ambito? Grazie per la collaborazione. Saluti
ivansantoro says:
Maggio 9th, 2007 at 11:21 pm
Caro Mauro,
ti lascio la mail di una Dietista alla quale faccio riferimento per i miei pazienti in alimentazione enterale (Dott.ssa E.Nanetti equipe Dietoterapia del Pad 7 Ospedale S.Martino),secondo me una professionista(come tutta l’equipe sopracitata)del campo che può esserti molto di aiuto, senza di loro molti miei grattacapi sarebbero ancora irrisolti. (elisabetta.nanetti@hsanmartino.it)
Sono convinto, che se non si lavora in regime di multidisciplinarietà , siamo belli che fritti.
A presto
Ivan S.
Mauro says:
Maggio 10th, 2007 at 3:48 pm
Grazie mille per il suggerimento. Concordo pienamente. Buon lavoro. Saluti
ivansantoro says:
Maggio 10th, 2007 at 6:36 pm
A presto
Ivan S.
Leonarda says:
Maggio 31st, 2007 at 12:09 am
URGENTE!!

Salve Ivan! Mi complimento per la chiarezza espositiva e per le informazioni dettagliate fornite nel tuo articolo. Avrei URGENTE bisogno di un consiglio! Mio padre, 80enne Parkinsoniano, magrissimo e fortemente debilitato, con pregressa ernia iatale, si trova ricoverato, in condizioni serie, al Policlinico Umberto I di Roma e ha da poco superato una polmonite ab-ingestis sopravvenuta dopo l’introduzione di un sondino naso-gastrico. I dottori ci hanno messo davanti ad un “bivio”: applicazione di una PEG (operazione considerata ad “alto rischio”); oppure continuare la terapia infusionale tramite accesso venoso (sono delle flebo costituite da sacche di liquido trasparente)con chissà quale speranza di vita; oppure, ancora, reintrodurre il sondino naso-gastrico con i rischi già noti. Spetta ai familiari la decisione finale! In un caso abbastanza critico come questo, potresti iluminarmi sulla scelta migliore e meno dolorosa da fare (o, quanto meno, su quella che va assolutamente scartata). Dovremo dare una risposta entro il 1° giugno 2007. Ti ringrazio comunque per l’attenzione prestata! Saluti.
Leonarda
ivansantoro says:
Maggio 31st, 2007 at 5:59 am
Cara Leonarda,
prima di tutto volevo ringraziarti per i complimenti.
Come avrai letto nel sito la mia è una Struttura con pazienti geriatrici (ultrasessantacinquenni) e con due reparti di gravi cerebrolesioni acquisite.In entrambi i reparti gestiamo pazienti con PEG(anche novantenni!).Solitamente la mia equipe medica(supervisionata dai gastroenterologi)in situazioni analoghe optano per l’introduzione della PEG (sempre se non sussistono situazioni generali che sconsigliano l’intervento,ma quella è sempre e solo una scelta medica) per una miglior gestione nutrizionale,farmacologica nonchè evitando le complicazioni da te citate e di gestione infermieristica direi abbastanza semplice ovviamente adottando le linee guida del caso.Secondo me, se i medici l’hanno proposto ci sono i margini per introdurla evitando altri eventi traumatici causati dall’introduzione del sondino naso gastrico.Sperando di essere stato esaustivo,ti porgo i miei più cordiali saluti.
Ivan S.
luciana says:
Giugno 8th, 2007 at 8:35 pm
complimenti,bel lavoro !
sono una Coordinatrice di una RSA in cui sono ospitati pazienti portatori di PEG.Ultimamente è stato chiesto al personale infermieristico di provvedere alle sostituzione delle sonde, volevovo chiederti se avevi esperienza a riguardo o documentazione per creare protocolli per le manovre
grazie
ivansantoro says:
Giugno 8th, 2007 at 9:31 pm
Grazie,ho tutto in reparto, quanto prima ti invio il materiale via e mail.In anteprima come da indicazione del nostro consulente gastroenterologo ti dico che di solito in emergenza(solitamente di sabato e domenica avvengono come tu ben sai..),se per qualsiasi motivo bisogna sostituire la sonda peg,ripeto solo la sonda (per arrivare al lunedଅ)semplicemente bisogna inserire un catetere foley in lattice e riempire il palloncino come se fosse un catetere vescicale,oppure nella confezione delle sonde ci sono le indicazioni spiegate in modo molto semplice…per altre manovre o se si presentano complicazioni di vario genere contattare sempre il medico.Comunque a presto
Ivan S.
luca says:
Agosto 1st, 2007 at 3:09 pm
L’articolo riguardante l’assistenza al pz con PEG è identico alle linee guida dell’ospedale di Massa (gastroenterologia, resp dott Ceccarelli). Niente di male, però forse bisognerebbe citare la fonte.
ivansantoro says:
Agosto 1st, 2007 at 6:47 pm
Mi scuso per la dimenticanza,infatti cito sempre la fonte su ogni articolo che non è di mia proprietà .
Ti ringrazio ancora per l’aiuto,spero di sentirti presto
Ivan S.
veronica says:
Settembre 18th, 2007 at 6:23 pm
La mia domanda sorge spontanea, sono stata ad un seminario sulla gestione della PEG e mi hanno detto che non deve essere assolutamente coperta con medicazioni (va bhe che da me in casa di riposo usavano la connettivina plus per medicarla….
)la domanda è…cosa si usa??
ivansantoro says:
Settembre 18th, 2007 at 6:47 pm
Ciao Veronica,
esatto,nelle prime 48 ore dopo l’inserimento (oltre ad una profilassi antibiotica decisa dal Medico), deve essere medicata con una medicazione antisettica (tipo allo iodiopovidone), se non ci sono altre complicazioni, arrossamenti etc, la PEG deve essere detersa e lasciata libera.
A presto Ivan
Veronica says:
Settembre 18th, 2007 at 10:22 pm
andrea says:
Ottobre 26th, 2007 at 7:45 pm
Ciao: sono un coordinatore dell’assistenza domiciliare che tra una lettura e un’altra mi sono imbattuto nel tuo sito di cui ti faccio i complimenti. ti chiedo: a)è possibile cambiare a domicilio una peg e lo può fare un infermiere? hai del materiale da potermi inviare per capire le varie modalità di una eventuale sotituzione? grazie di nuovo e buon lavoro. andrea
ivansantoro says:
Ottobre 26th, 2007 at 8:02 pm
Caro Andrea,l’infermiere può intervenire in caso di urgenza,inserendo un catetere foley (solitamente del 18CH) oppure esistono dei kit di sostituzione delle maggiori aziende interessate all’argomento(ad esempio:Nutricia,Novartis H.N.,Abbott etc…)che permettono di non sospendere la nutrizione e non creare disagi al paziente.
Se però ci sono segni e/o sintomi sentinella (magari ti invio un piccolo vademecum), è necessario l’intervento medico ed il trasporto di urgenza nel reparto più idoneo.
Grazie a presto
Ivan
elisa says:
Gennaio 29th, 2008 at 10:43 pm
Salve mi stavo documentando sulla Peg visto che mio padre 67 anni affetto da S. di Parkinson ha subito un intervento per il posizionamento della Peg 10 giorni fa ora tocca a noi a casa assisterlo. I controlli sui residui gastrici chi li deve fare e quando? La peg va sostituita? quando finisce la nutrizione che dura 15 ore noi laviamo la sonda con coca cola e poi acqua ma il tubicino non viene pulito bene nelle pareti rimane un pò di residuo cosa dobbiamo fare? grazie
ivansantoro says:
Febbraio 1st, 2008 at 9:39 pm
Ciao Elisa,
per quanto concerne i controlli sui residui gastrici dovrebbe averlo indicato il gastroenterologo o il medico domiciliare e soprattutto quando è il caso di sospendere eventualmente per un determinato periodo la nutrizione enterale.
La peg va sostituita all’incirca ogni 6 mesi a seconda del tipo di sonda posizionata.
Un consiglio la coca cola usala solo in casi estremi quando si blocca il transito nella sonda e rischia di “tappare”la peg e poi a lungo andare puoi rovinare la sonda anticipando il tempo di sostituzione.
Un paio di consigli, ad ogni sacca di nutrizione dai un apporto idrico a seconda delle indicazioni mediche e poi ogni qual volta devono essere introdotti farmaci, la somministrazione del farmaco deve essere seguita da almeno 30cc di acqua cosଠrimane pervia la peg eliminando dei residui nocivi per la stessa.
Spero di essere stato esaustivo.
Grazie ed a presto
Ivan S.
Luanetta says:
Settembre 17th, 2008 at 11:43 am
ciao ivan, estremamente utile il tuo articolo..complimenti!volevo chiederti se sarebbe possile avere maggiori informazioni sulla fase intraoperatoria che riguarda l’inserimento della PEG dato che sto svolgendo la mia tesi sull’alimentazione enterale in ambito pediatrico…t ringrazio già anticipatamente
ivansantoro says:
Settembre 19th, 2008 at 8:18 pm
Ti ringrazio,non ho molte informazioni sulla fase intraoperatoria della PEG, il consiglio che ti do è contattare il presidio più vicino a te di Dietoterapia.
Cordiali saluti ed a presto.