Ulcere flebostatiche e bendaggi elastocompressivi
Lunedì, Febbraio 5, 2007 18:23Le ulcere flebostatiche, comunemente note anche come ulcere venose, rappresentano una complicanza tra le più gravi ed invalidanti tra quelle che possono colpire il paziente affetto da insufficienza venosa cronica. Nei soggetti che manifestano vene varicose particolarmente evidenti, o non adeguatamente curate, o che presentano gli esiti di una trombosi venosa profonda degli arti inferiori lo sviluppo di un’ulcera venosa è altamente probabile. In Italia si stima che, mediamente, una persona su 92 sviluppi un’ulcera venosa nel corso della propria vita.
Il 10 % circa dei pazienti che si rivolgono presso un ambulatorio di chirurgia vascolare o di angiologia manifestano problemi clinici correlati alla presenza di un´ulcera di origine venosa. Il dolore, la secrezione, le infezioni, l´invalidità , sono le problematiche principali per cui il paziente consulta il medico , spesso dopo aver tentato vari rimedi di tipo farmacologico o medicamentoso.
Spesso si tratta di pazienti scoraggiati in quanto non trovano una valida soluzione per la cura della propria lesione ulcerativa. L´ulcera venosa è una situazione difficile da trattare se prima il paziente non viene sottoposto ad accurate indagini diagnostiche tese a stabilire se la lesione sia effettivamente di origine venosa.
Abitualmente queste indagini vengono effettuate in ambiente ospedaliero o presso ambulatori particolarmente attrezzati e dotati di personale medico esperto nel trattamento di queste patologie. Al di la delle varie medicazioni più o meno appropriate, che tuttavia mantengono un ruolo secondario nel trattamento dell´ulcera, il cardine terapeutico è rappresentato dalla terapia elastocompressiva con bende elastiche.
Qualsiasi protocollo terapeutico per la cura dell´ulcera attualmente non può prescindere da una valida terapia elastocompressiva che verrà effettuata nella maggior parte dei casi mediante la tecnica del gambaletto all´ossido di zinco (tecnica di Unna) o in alternativa con bene elastiche a corto coefficiente di allungamento. Per la terapia elastocompressiva vi invitiamo a documentarvi nella pagina di questo sito dedicata alle bende ed alle calze elastiche.
Il trattamento elastocompressivo, se ben effettuato, è in grado di promuovere la riepitelizzazione del 90—95 % delle lesioni ulcerative nel giro di 6-8 settimane a seconda della grandezza della lesione e del tipo di insufficienza venosa cronica che la sostiene. Il trattamento elastocompressivo è generalmente controindicato nella cura delle altre lesioni ulcerative cutanee che non riconoscono una genesi flebostatica.
Spesso, una volta ottenuta la cicatrizzazione , l´ulcera può ricomparire a distanza di qualche mese. Questo rischio deve indurre medico e paziente ad adottare tutta una serie di norme terapeutiche tese a prevenire la recidiva dell´ulcera. Anche in questo caso particolare importanza riveste la terapia elastocompressiva effettuata con calze elastiche della II^ o meglio della III^ classe di compressione
Purtroppo il trattamento elastocompressivo spesso non è molto gradito al paziente, almeno inizialmente, poi, all´apparire dei primi risultai (molto spesso già dopo qualche giorno dalla prima fasciatura si ottiene una riduzione della sintomatologia dolorosa, del senso di gonfiore e pesantezza dell´arto) il Paziente si convince rapidamente della validità della metodica. Nel nostro ambulatorio preferiamo effettuare medicazioni a cadenze settimanali o, nel caso la secrezione sia particolarmente intensa, anche due o tre volte la settimana. Nell´immagine riportata qui sotto si osserva un paziente al quale è stato applicato un bendaggio elastico su di una lesione flebostatica.
Nei casi più impegnativi il paziente potrebbe richiedere l´esecuzione di un intervento chirurgico o l´effettuazione di alcune sedute di scleroterapia, argomenti per i quali vi rimandiamo ai capitoli specifici contenuti nel sito.
Anche i farmaci, sempre i associazione al trattamento elastocompressivo possono avere un ruolo complementare nel trattamento delle lesioni ulcerative specie per quanto riguarda il controllo dell’edema, dell’infezione e della sintomatologia dolorosa correlata. La comparsa di un´ulcera agli arti inferiori potrebbe tuttavia non essere dovuta esclusivamente alla presenza di una insufficienza venosa.
In questi casi una accurata valutazione specialistica e l´esecuzione di indagini diagnostiche, prime fra tutte un ecocolordoppler, potranno chiarire gli eventuali dubbi diagnostici e indicare al medico il trattamento migliore.
L´ELASTOCOMPRESSIONE e le calze elastiche
La terapia elastocompressiva o elastocompressione è una modalità terapeutica di fondamentale importanza nella cura delle vene varicose.
A volte poco gradita dai pazienti e spesso poco conosciuta dalla maggior parte dei medici consente di ben controllare i sintomi della malattia varicosa.
L´uso delle calze elastiche inoltre si è rivelato il miglior mezzo di prevenzione per lo sviluppo delle vene varicose nei soggetti predisposti e supera gli stessi farmaci flebotonici come efficacia.
Le calze elastiche e le bende sono presidi sanitari molto importanti nella prevenzione e nella cura delle varici degli arti inferiori, della sindrome post-trombotica e delle malattie del sistema linfatico. Vi rimandiamo ai capitoli specifici per una trattazione più dettagliata dell´argomento ciccando sul testo sottolineato.
La terapia compressiva, applicando una contropressione dall´esterno verso l´interno della gamba ne modifica in senso favorevole la circolazione venosa.
E´ molto efficace in quanto contrasta la stasi del sangue all’interno delle vene, esercita un azione di riduzione del calibro delle vene dilatate e conseguentemente ne aumenta la velocità di flusso.
Di calze elastiche ve ne sono di molti tipi in relazione alla forma, alla lunghezza, alla capacità elastocompressiva. Le calze elastiche, per essere terapeutiche devono presentare una compressione graduata in senso decrescente dal basso verso l´alto ( vedi figura a piè di pagina).
La compressione delle calze terapeutiche si misura in mmHg (millimetri di mercurio) ed in base a questa capacità elastica di distinguono 4 classi di compressione. La prescrizione di una calza elastica è un atto importante e va fatta solo dopo aver preso le misure della gamba in determinati punti. La misurazione della gamba è indispensabile per poter prescrivere un prodotto su misura adatto alle esigenze dei singoli pazienti .
La maggior parte delle calze prescritte per uso terapeutico appartengono alla II^ o alla III^ classe di compressione.
Le calze elastiche sono molto utile nella prevenzione della malattia varicosa, l´uso regolare di una calza elastica terapeutica riduce del 60 % il rischio di sviluppare
vene varicose delle gambe nei soggetti a rischio.
COME PREVENIRE LA COMPARSA DELLE VENE VARICOSE ?
Alcuni suggerimenti utili per prevenire la comparsa di vene varicose e preservare la salute delle vostre gambe.
Come in molti ambiti della medicina, anche per quanto riguarda le vene varicose degli arti inferiori e le complicanze che ne possono derivare la prevenzione gioca un ruolo essenziale.
In questa pagina troverete tutta una serie di accorgimenti e di suggerimenti utili per “combattere†la comparsa delle vene varicose e di “capillari†o di limitarne l´evoluzione qualora voi foste già affetti da varici.Il tipo di lavoro : è un aspetto essenziale. Un lavoro che vi costringe a trascorrere ore stando in piedi fermi, senza camminare ( commessi, parrucchiere, hostess ecc.) è considerato un fattore di rischio importante per la comparsa di vene varicose. In questi casi indossate calzature comode, cercate di muovere le gambe, fate di tanto in tanto brevi passeggiate, ma soprattutto utilizzate delle calze elastiche a compressione graduata per le donne e dei “gambaletti†per gli uomini. Questi semplici accorgimenti offrono una valida protezione al progressivo sfiancamento delle vene.Il sovrapeso e l´obesità sono fattori importanti che condizionano in modo determinante la comparsa di vene varicose, la distensione addominale comprime la regione pelvica ed ostacola il ritorno venoso, gli arti inferiori sono sovraccaricati dal peso corporeo e si stancano facilmente, l´aumento della massa corporea aumenta il volume di sangue circolante ed il carico di lavoro per le vene stesse che tendono facilmente a dilatarsi. Evitate il sovrappeso con una dieta accurata e nello stesso tempo aumentate il consumo di calorie con una moderata attività fisica ( cyclette, nuoto, bicicletta, fitness, lunghe passeggiate all´aperto..i risultati non tarderanno a farsi notare.La pillola anticoncezionale soprattutto se del tipo sequenziale contenente progesterone favorisce la comparsa di vene varicose. Nelle pazienti che presentano già un quadro conclamato di varici agli arti inferiori la pillola è controindicata per il rischio di flebiti. Questa categoria di farmaci inoltre agisce peggiorando complessivamente l´evoluzione dell´insufficienza venosa determinando un peggioramento progressivo dei sintomi e facilitando la comparsa di teleangiectasie (capillari) sulle gambe. Questi effetti sono ben documentati in pazienti che hanno assunto questo tipo di pillola anticoncezionale o hanno effettuato terapie ormonali contenenti progesterone a per almeno 5 anni consecutivi.La vita sedentaria. L´attività muscolare delle gambe favorisce il ritorno venoso ed “aiuta†le vene nella loro funzione circolatoria. Nei soggetti tendenzialmente sedentari e che non praticano alcun tipo di attività motoria, il rischio di comparsa di vene varicose è circa doppio rispetto ai soggetti che svolgono una moderata attività fisico”sportiva non di tipo agonistico. Il nuoto e la bicicletta sono attività fisiche particolarmente indicate nei soggetti a rischio per vene varicose in quanto consentono una attiva mobilizzazione delle gambe senza necessariamente sovraccaricarle del peso corporeo. Per la trattazione più approfondita di questo argomento vi rimandiamo alla sezione dedicata elle terapie complementari in flebologia per la salute delle vostre gambe.Il calore e l´esposizione al sole sono fattori che favoriscono la comparsa di vene varicose e ne peggiorano il decorso clinico. L´esposizione intensa e prolungata al sole o alle lampade a raggi ultra violetti (lampade per abbronzatura artificiale) provocano una perdita di elasticità della cute e della parete muscolare delle vene . Per lo stesso motivo i pazienti con varici degli arti inferiori dovrebbero astenersi dall´esecuzione di fanghi termali caldi, cerette a caldo, saune e bagni prolungati in acqua molto calda. Anche per quanto riguarda la comparsa di teleangiectasie il calore agisce in senso sfavorevole.La stitichezza rappresenta un curioso fattore di rischio per lo sviluppo di vene varicose. Infatti i soggetti affetti da stipsi sono costretti ad esercitare una pressione addominale notevole e prolungata durante l´evacuazione delle feci. Questo fatto si traduce in una notevole aumento di pressione endoaddominale che si trasmette,in parte, anche alle vene della pelvi e della regione inguinale. Nel tempo questa circostanza comporta un progressivo sfiancamento delle vene e la comparsa di varici ed emorroidi.Obesità , vita sedentaria e stipsi sono caratteristiche comuni a molti soggetti e rappresentano una della cause maggiori di comparsa di vene varicose nei paesi industrializzati. Una dieta ricca in fibre vegetali, una adeguata introduzione di acqua e fibre, una moderata attività fisica in genere sono sufficienti per regolarizzare l´intestino e combattere la stipsi.La depilazione ed i traumi alle gambe molte donne riferiscono la comparsa di piccole vene varicose e di “capillari†(teleangiectasie) in seguito a manovre depilatorie con ceretta “a caldo†o dopo traumi alle gambe. Effettivamente il calore e i traumi danneggiano la parete delle vene e possono comportare la comparsa di varici. Se siete dei soggetti a rischio o manifestate già delle vene varicose optate per altri tipi di depilazione meno “traumatica†della ceretta ed evitate accuratamente i traumi alle gambe.L´età è un fattore di rischio poco importante anche se inevitabilmente il trascorrere del tempo comporta un certo grado di dilatazione e di affaticamento del sistema circolatorio delle gambe.La dieta: abbiamo visto come una dieta ipercalorica influisca negativamente sulla comparsa e sulla progressione delle varici in quanto condiziona il sovrapeso o nei casi più gravi l´obesità . Sottolineiamo che in natura esistono tutta una serie di sostanze dette flavonoidi che, contenute alcuni tipi di frutta e di vegetali, presentano una azione tonificante sulla parete delle vene. Queste sostante sono da tempo impiegate dall´industria farmaceutica nella preparazione di farmaci per il trattamento delle vene varicose. Per la trattazione dettagliata di questo argomento vi rimandiamo alla parte relativa ai farmaci.Il fumo di sigaretta nonostante il fumo rappresenti un fattore di rischio pericolosissimo in mote malattie, per quanto riguarda la comparsa di vene varicose non è mai stato dimosltrato che il fumo giochi un ruolo determinante, anzi, la nicotina presenta una debole attività vasotonica sulle vene. Tuttavia i benefici del fumo sono trascurabili per quanto riguarda le vene varicose mentre resta accertata la sua responsabilità nell´insorgenza di malattie ben più gravi a livello del cuore, delle arterie, dei polmoni.La gravidanza è un momento importante e particolarmente a rischio per la comparsa di vene varicose agli arti inferiori. Il 70 % circa delle donne manifesta problemi di varici durante il terzo trimestre di gestazione. Per ulteriori approfondimenti e per i risvolti terapeutici vi rimandiamo alla parte specificatamente dedicata ai problemi di vene varicose in gravidanza.
Tratto da: www.flebologia.net (Dott. R.Tasinato)
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