Approccio clinico al portatore di lesione cutanea cronica (Furlini & Somà , A.I.U.C.)

Mercoledì, Gennaio 24, 2007 5:38
Posted in category Lavori interessanti

L´esigenza di inquadrare l´ulcera in un contesto molto più ampio, impone al curante un atteggiamento eclettico, versatile,

flessibile e pronto al confronto ed alla collaborazione con altri specialisti come il dermatologo, l´internista, l´ematologo,

il geriatra, il chirurgo plastico, l´ortopedico, ecc. Il paziente deve essere prima valutato nella sua globalità e solo in un

secondo tempo va affrontata l´attualità e la realtà della lesione ulcerativa che, giova nuovamente sottolinearlo, non è una

“particolare forma di ferita scarsamente tendente alla riparazione spontanea e facile alla recidiva”, bensଠuna entità clinica

assai più complessa.

In un recente convegno della EWMA (European Wound Management Association), proprio per enfatizzare l´approccio olistico, si è

stabilito che il miglior modo per affrontare il portatore di un´ulcera dell´arto inferiore è, in prima istanza, “dimenticare

l´ulcera” a favore del procedimento clinico tradizionale, che impone la raccolta di una accurata anamnesi e la conduzione di un

meticoloso esame obiettivo generale e vascolare. Solo dopo queste fasi si procederà attraverso l´esame obiettivo locale

ANAMNESI ED ESAME OBIETTIVO

FAMIGLIARE Flebopatie, arteriopatie
Cardiopatie, Ipertensione
a.Diabete e malattie metaboliche
b.Malattie autoimmuni (AR, Connettiviti, Vasculiti)
c.Emopatie (deficit prot. S, C, ATIII, fatt. V Leyden)
d.Omocisteinemia

FISIOLOGICA Età , sesso
a.Tipo e luogo di lavoro (ortostatismo, calore)
b.Esposizione a traumi (domestici…)
c.Potus e tabagismo (!!)
d.Dieta (iper ” ipo nutrizione)
e.Condizioni economico-sociali

Le ulcere vascolari colpiscono più frequentemente ceti sociali medio-bassi, anziani che vivono spesso soli, inclini a

trascurarsi o incapaci di curarsi adeguatamente. E´ dimostrato che la solitudine e la scarsità di rapporti sociali, oltre alle

indigenti o modeste condizioni economiche, sono fattori ritardanti la guarigione e facilitanti la recidiva.

E´ stato ipotizzato, da autori anglosassoni, che in certi casi addirittura la “non compliance” del paziente nei confronti

dell´attività terapeutica, si colleghi paradossalmente all´annullamento di quelle uniche e superstiti relazioni sociali in caso

di guarigione dell´ulcera. (Moffatt C.- 1997. Prevention of venous ulcer recurrence. Scope on Phlebology and Lynphology 4 (4):

10-15).
Durante la nostra osservazione, sono emersi numerosi casi emblematici che confermerebbero l´ipotesi della Moffatt. Tale

condizione era maggiormente presente nei pazienti che ricorrevano al Servizio ambulatoriale rispetto ai domiciliari in regime

ADI o AID che erano assistiti in quanto allettati ed affetti in maggioranza da demenza senile.

FARMACOLOGICA Terapia generale
a.Terapia locale

Farmaci sistemici ritardanti la guarigione di LCC - Prodotti topici ritardanti la guarigione di LCC
a.Ergotamina (vasocostrittore)
b.Disinfettanti
c.Sedativi-Ipnotici Antibiotici
d.Antitussigeni (bromuri-ioduri) Alcoli
e.FANS Anestetici locali
f.Betabloccanti
g.Fitoterapici e Omeopatici

Non sempre infatti i prodotti considerati naturali sono scevri da reazioni allergiche. Sono state descritte severe dermatiti

bullose da ipersensibilità di tipo ritardato da arnica e camomilla.

ANAMNESI PATOLOGICA REMOTA
a.S. Varicosa
b.Varicoflebite
c.TVP
d.S. post-flebitica
e.Arteriopatie
f.CAD
g.Diabete
h.M. Dismetaboliche
i.M. Immunitarie

ANAMNESI PATOLOGICA PROSSIMA
Indaga sulla lesione:

a.Momento di esordio
b.Modalità di esordio
c.Effetti dei cambiamenti posturali
d.Tipo ed intensità del dolore

Esame obiettivo
Dopo un´accurata raccolta anamnestica, il paziente deve essere visitato il più accuratamente possibile. Procedere, quindi, a

far spogliare il malato e accomodarlo su di un lettino da visita in modo che sia comodo e soprattutto rilassato.
La visione di insieme consente di raccogliere già qualche dato: postura, alterazioni di carico, deformità , ecc.

Esaminare gli apparati in modo sistematico:
a.Cardiovascolare: PAO, ATTIVITA´ CARDIACA, POLSI
b.Respiratorio
c.Digerente
d.Urologico
e.Neurologico

Si giunge agli arti inferiori di cui è importante valutare:
a.Edema
b.Colore della cute
c.Polsi
d.Temperatura
e.Stato degli annessi cutanei
f.Trofismo cutaneo
g.Stato dell´albero venoso (da valutare anche in posizione eretta)

Di fronte ad una LCC non sempre la diagnosi è immediata, anzi, il più delle volte ci si limita soltanto alla formulazione

d´ipotesi diagnostiche in attesa di approfondire il quadro. Molto spesso si procede ex iuvantibus. Una lista recente sulle

possibili cause di ulcerazione prevede circa 140 forme morbose (E. Ricci), tuttavia ancora oggi esistono lesioni non

classificabili. Per semplicità esaminerò le forme di gran lunga più frequenti.

“L´ulcera è un sintomo di malattia che causa un rallentamento di cicatrizzazione, pertanto non è la malattia. “(E.RICCI)

L´importanza delle patologie croniche nella genesi della LdD è ormai assodata ( PATTERSON J.A. , BENNET R.G. : Prevention and

treatment of pressure sores. J. Am Geriatr Soc 1995; 43:919-927). Queste costituiscono importante causa di ritardo della

riparazione tissutale. Identificare le condizioni morbose concomitanti più rilevanti da equilibrare diventa indispensabile e

spesso prioritario come intervento.

PATOLOGIE PREDISPONENTI
a.Insufficienza Venosa
b.Arteriopatia
c.Diabete Mellito
d.BPCO
e.Cardiopatia Ischemica
f.Ipertensione Arteriosa
g.Malnutrizione
h.Sindrome da Immobilizzazione
i.Incontinenza
l.Polifarmacoterapia

DIAGNOSI

Riassumendo, per arrivare ad una corretta ipotesi diagnostica a volte può essere sufficiente l’approccio clinico tradizionale,

seguito da alcuni esami di 1° e 2° livello che supporteranno la prima ipotesi.

L’E.O. può essere il primo approccio anche per l’infermiere, che visto il paziente per la prima volta, rileva i primi

parametri, imposta un colloquio con domande specifiche (volte a cercare abitudini alimentari e di vita, anamnesi familiare,

abitudini di vita, ecc) ed indirizza il paziente in un percorso preferenziale che avrà predisposto in collaborazione con il

medico.

STEP DI APPROCCIO:

a) E.O. : polsi, esame dell´albero venoso, PAOS, FC
b) ESAMI STRUMENTALI 1° livello:
Ecodoppler artero-venoso arti inf.
c) ESAMI EMATICI 1° livello:
Emocromo, Glicemia, Creatinina, PCR, QPE, Q lipidico
d) VISITE SPECIALISTICHE: Flebologo, Chirurgo vascolare, FKT.

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