Biopsia: si intende il prelievo di un frammento di tessuto con strumenti taglienti (punch-bisturi-curette). Il materiale prelevato viene collocato subito in provetta sterile ed inviato al laboratorio di riferimento; è un esame quantitativo in quanto indica precisamente la carica infettante per grammo di tessuto (colony-forming units/gram of tissue (105 CFU/gr =infezione).
Procedura:
a. praticare anestesia locale;
b. detergere la ferita con soluzione fisiologica;
c. rimuovere eventuale tessuto necrotico;
d. eseguire la biopsia usando un punch di 3-4 mm à˜: usando una tecnica sterile, applicare un certa tensione sulla cute circostante col dito indice e pollice. Con l’altra mano, esercitare una lieve pressione col punch mentre lo ruotiamo in avanti e dietro. Penetrare il derma fino al sottocutaneo. Rimuovere il punch ed estrarre il campione di tessuto con una pinza; tagliare alla base con le forbici o col bisturi. Collocare il campione prelevato in un apposito contenitore ed inviarlo al laboratorio.
e. controllare l’eventuale sanguinamento con agenti emostatici e/o con compressione.
Tampone quantitativo: è un esame che di solito si esegue su un’area di circa 1 cm2 ruotando con percorso a Z da un capo all’altro della ferita ed inviato al laboratorio in provetta sterile; è un esame quantitativo in quanto esprime CFU per cc di essudato.
Procedura:
a. detergere la ferita con soluzione fisiologica;
b. rimuovere eventuale tessuto necrotico;
c. strofinare con energia su 1cm2 in modo da ottenere materiale
dai tessuti;
d. collocarlo in l cc di mezzo coltura ed inviarlo in laboratorio.
Tampone semiquantitativo: comunemente usato nella pratica quotidiana; il materiale viene prelevato su tessuto vitale e trasportato in apposito contenitore; i campioni vengono messi su piastre di Petri. I risultati sono espressi da valori che vanno da +1 a +4 o vengono indicati con crescita lieve , moderata, grave. Il valore 4+ indica infezione della ferita.
Procedura:
a. detergere con soluzione salina;
b. rimozione di tessuto necrotico;
c. agitare energicamente lungo il letto della ferita;
d. mettere il campione in appositi contenitori e trasportarlo in laboratorio.
Comuni microrganismi infettanti:
Gram+:
1. Staph aureus, beta hemolytic Streptococcus: comuni agenti infettanti, specialmente in pazienti a prima infezione;
2. Enterococcus sp: presente in ferite con infezioni ricorrenti o in ferite che durano da più di quattro settimane.
Gram-:
comuni con infezioni ricorrenti e con ferite di durata > di 4 settimane;
1. Anaerobi facoltativi: Proteus, E coli, Klebsiella, Enterobacter
2. Aerobi: Pseudomonas, Acinetobacter, Stenotrophomonas (comune nell’ambiente della ferita; può causare serie infezioni specialmente nei diabetici).
3. Anaerobi :Bacteroides fragilis, Peptostreptococcus (più comune in ferite profonde, in tragitti fistolosi e/o in tessuti necrotici).
Biopsia tissutale:
La biopsia tissutale permette la diagnosi differenziale con:
Sindromi vasculitiche
Coagulopatie
Pyoderma gangrenosum
Neoplasie
La sede della biopsia è importantissima per un’accurata diagnosi: la biopsia deve essere eseguita lungo il margine di avanzamento della lesione, comprendendo anche un margine di tessuto sano.
Procedura:
praticare anestesia; utilizzando una tecnica sterile, detergere l’area da biopsiare con betadine e/o soluzione fisiologica; esercitare una certa tensione sulla cute circostante con pollice ed indice della mano non dominante. Usando un punch di 3-4 mm con la mano dominante, esercitare una delicata pressione ruotando il punch avanti e dietro. Penetrare il derma fino al sottocutaneo. Rimuovere il punch a delicatamente estrarre il campione di tessuto con una pinza e tagliare alla base con forbici ricurve. Importante per non creare artefatti, è non schiacciare il campione di tessuto. Collocare in formaldeide il campione per l’esame istologico; è richiesto uno speciale terreno di coltura (terreno di Michel) se deve essere eseguita l’immunofluorescenza.
Controindicazioni relative :
Malattie emorragiche;
Immunodeficienza (rischio troppo alto di infezione);
Vasculiti;
Possibili danni a strutture anatomiche importanti sottostanti.
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