La formazione delle piaghe da decubito, indice di cattiva assistenza e di bassa qualità delle prestazioni sanitarie, può essere sanzionata.
Oltre alla segnalazione ai direttori delle ASL, per i provvedimenti amministrativi, il danno determinato dall’insorgenza della piaga può trovare un risarcimento in sede civile. E’ da notare che il danno consiste sia nella lesione fisica sia nelle conseguenti spese che il paziente dovrà sostenere per l’assistenza e la riabilitazione.
Essendo l’insorgenza del disturbo dovuta all’omissione di un piano di prevenzione o alla sua mancata esecuzione, si possono chiamare in causa sia la ASL sia il primario del reparto che a diverso titolo risponderanno dei danni causati dalla bassa qualità dell’assistenza prestata al malato.
6/3/2004 Condannato l’Ospedale per aver causato piaghe da decubito
Piaghe da decubito: il CODICI vince la prima battaglia legale in Italia.
Per la prima volta in Italia il Tribunale di Roma ha riconosciuto la responsabilità diretta dei sanitari e dell’ospedale per l’insorgenza delle piaghe da decubito nei malati ospedalizzati, condannando l’ospedale ……… e il primario del reparto al risarcimento dei danni.
Il CODICI ha avviato dallo scorso anno una campagna di informazione, assistenza e tutela dei cittadino contro la cattiva assistenza. Nell’ambito di questa campagna numerose persone si sono rivolte a CODICI per vedersi tutelare il loro diritto alla salute.
Alleghiamo copia degli articoli apparsi sulla stampa nazionale
Dopo l’attivazione della campagna di sensibilizzazione promossa da CODICI e che vede anche la partnership dell’AISLeC, oltre ad altre importanti Associazioni, c’e’ stato il primo importante risultato a favore della cittadinanza.A salvaguardia di un diritto costituzionale. la tutela della Salute del Cittadino. presentiamo quindi di seguito l’articolo tratto da : SALUTE EUROPEA, del 16/02/2004 e altri articoli apparsi sui quotidiani.
Nella speranza che tutto questo possa favorire il miglioramento della qualita’ di assistenza nei nostri nosocomi ed in assistenza domiciliare, Vi invitiamo a voler diffondere questa documentazione quanto il piu’ possibile.

Piaghe da decubito: il CODICI vince la prima battaglia legale in Italia.

Per la prima volta in Italia il Tribunale di Roma ha riconosciuto la responsabilità diretta dei sanitari e dell’ospedale per l’insorgenza delle piaghe da decubito nei malati ospedalizzati, condannando l’ospedale ……… e il primario del reparto al risarcimento dei danni.
Il CODICI ha avviato dallo scorso anno una campagna di informazione, assistenza e tutela dei cittadino contro la cattiva assistenza. Nell’ambito di questa campagna numerose persone si sono rivolte a CODICI per vedersi tutelare il loro diritto alla salute.

La vicenda Sig.ra ANNA (nome di fantasia), nasce nel giugno del 1998 quando cadendo dalle scale si rompe il femore. Pur essendo una signora anziana è assolutamente autosufficiente. Dopo la caduta viene ricoverata presso l’ospedale ……… di Roma per subire l’intervento al femore DX. I sanitari dell’ospedale si sono preoccupati di curare il femore ma hanno assolutamente ignorato l’assistenza alla persona, pur in presenza di una persona anziana e quindi a “rischio” Nessuna attività è stata posta in essere nel reparto ospedaliero per prevenire l’insorgenza delle ulcere pur in presenza di protocolli sanitari oramai consolidati. Per cui la signora è stata curata per il femore ma gli hanno fatto venire le ulcere da decubito che l’hanno portata alla morte dopo un lungo e penoso calvario. Una storia, purtroppo come tante altre. I familiari si sono quindi rivolti al CODICI il quale ha avviato una causa contro l’ospedale e il medico.Il Tribunale di Roma , accogliendo le tesi del CODICI con sentenza num. 316/2004 ha condannato l’azienda ospedaliera e il primario del reparto ospedaliero, in solido tra loro a risarcire la somma di € 89.777,92.

“Il problema delle piaghe da decubito nei malati ospedalizzati è una vera “piaga” dell’assistenza sanitaria – ha dichiarato Ivano Giacomelli segretario nazionale del CODICI – e deve essere combattuta con forza e senza tentennamenti. Se compaiono significa che ci troviamo di fronte ad una pessima assistenza sanitaria. Le piaghe da decubito sono un problema ad alto impatto sociale: le previsioni dicono che 1 adulto anziano su 4 soffrirà di ulcere da pressione”. “Meno autosufficiente è la persona malata, più elevato è il rischio di lesioni da decubito – ha sottolineato Alessandra Coppola, della segreteria nazionale del CODICI – più gravi sono le ulcere che si determinano e più difficile è la guarigione. Una nostra indagine sui nosocomi romani ha rilevato che l’incidenza delle piaghe da decubito incide sui malati ospedalizzati per circa il 21.5 %”.

“Le piaghe da decubito non sono una patologia – ha dichiarato il dott. Filippo Nico, geriatra esperto del CODICI – ma una condizione che insorge in pazienti ospedalizzati ai quali non viene data la dovuta assistenza”.

“Quello che deve essere combattuto – ha proseguito Giacomelli – è l’indifferenza delle strutture sanitarie di fronte a questo grave problema, e l’ignoranza di chi dovrebbe occuparsi di assistere il malato e non lo fa. La difficoltà di riconoscere la responsabilità e la mancanza di norme sanzionatorie specifiche ha permesso che si creasse una diffusa impunità che oggi è venuta meno con la sentenza del Tribunale di Roma.

(brano di P.Pacitto-Infermiere specialist in wound care)

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4 Responses to “Sulle “piaghe” non si scherza”

  1. foppy scrive:

    Scrivi qui il tuo commento.

    ciao ivan complimenti per l’iniziativa

    riguardo l’articolo. lavoro in una rsa 1° livello post acuti (protesi femore e ginocchio, qualche ictus) e spesso ci troviamo pz con lesioni da pressione. noi annotiamo su diario clinico, su cartella clinica (E.O.) e su modulo LDD. è sufficiente a vostro avviso, oltre ai corretti trattamento e prevenzione, a salvaguardare il nostro operato dal punto di vista medico-legale?

  2. ivansantoro scrive:

    Prima di tutto, grazie doc, il tuo supporto non manca mai.
    Dopodichè, conoscendo la Vostra realtà , ti dico che è già  molto quello che fate.
    Secondo me manca un Responsabile (ad esempio il caposala)che si armi di molta pazienza e fotografi all’entrata, dopo 15gg, 30/60gg ed all’occorrenza l’andamento della lesione (ovviamente questa attività  deve essere esplicita nel modulo della privacy che date al momento di accettazione del degente).Da ricordare sempre di revisionare periodicamente il progetto assistenziale individualizzato.
    Con affetto
    Ivan

  3. foppy scrive:

    Concordo. Talora lo abbiamo fatto con risultati ottimi, sia sulla guarigione dell LDD, sia soprattutto sulla autostima del Personale Infermieristico. Cercherò di mettere in pratica il suggerimento e Ti farò sapere.
    ciao Foppy

  4. ivansantoro scrive:

    Grazie e attendo tue notizie.
    Ivan

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